{"id":71,"date":"2011-01-01T15:01:06","date_gmt":"2011-01-01T15:01:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=71"},"modified":"2011-02-21T13:40:25","modified_gmt":"2011-02-21T13:40:25","slug":"ruoli-lavorativi-e-ruoli-familiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=71","title":{"rendered":"Ruoli lavorativi e ruoli familiari"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\">Ruoli lavorativi e ruoli familiari<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescente partecipazione delle donne nel mercato del lavoro Italiano mette in discussione i livelli di emancipazione femminile pur non implicando repentini cambiamenti nella distribuzione dei compiti domestici, nell\u2019approccio tradizionale ai ruoli sociali, nelle asimmetrie di genere all\u2019interno delle famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei paesi europei le madri occupate a tempo pieno dedicano alla cura dei figli e ad altri lavoratori familiari il doppio del tempo dei padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, in Italia il lavoro familiare \u00e8 ancora \u00abmal diviso\u00bb<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>: quello domestico \u00e8 considerato responsabilit\u00e0 della donna, indipendentemente dal fatto che abbia un\u2019occupazione extra-domestica pi\u00f9 o meno impegnativa in termini di tempo e di coinvolgimento emotivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recenti studi hanno constatato che il tempo dedicato al lavoro famigliare resta cospicuo<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>, per cui la donna deve organizzasi, sia sul fronte lavorativo sia su quello familiare, ed elaborare strategie originali e creative per destreggiarsi tra risorse e vincoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u00abdoppia presenza\u00bb in famiglia e nel lavoro evidenzia i ruoli della donna come lavoratrice, moglie e madre che accumula un consistente ammontare di lavoro giornaliero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si considera il lavoro extra-domestico, il 53 per cento delle donne in coppia con figli dichiara di lavorare pi\u00f9 di 60 ore a settimana contro il 17 per cento dei padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scarsa condivisione del lavoro familiare con il partner e il forte schiacciamento del tempo per s\u00e9 che ne deriva per le donne, fa s\u00ec che il 58,5 per cento delle lavoratrici con figli fino a 13 anni sia insoddisfatta della fetta di tempo libero<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> riservata a se stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019asimmetria di genere nella distribuzione del lavoro familiare e della cura dei figli sembra diminuire nelle nuove generazioni, che fanno emergere segnali di novit\u00e0 per quel che concerne l\u2019impegno paterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019equiparazione \u00e8 evidenziata dalla legge n.53 del 2000, che riconosce tanto alla madre quanto al padre, il diritto ad assentarsi dal lavoro per la cura del figlio ma, nonostante la normativa si sia posta come necessaria al fine del cambiamento, i freni culturali inducono la donna a sovraccaricarsi del lavoro familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, lo stipendio della donna sposata \u00e8 considerato un\u2019integrazione di quello del marito e si ritiene logico che la donna abbandoni l\u2019impiego qualora la famiglia debba trasferirsi o nell\u2019eventualit\u00e0 di un avanzamento occupazionale del coniuge<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le pi\u00f9 forti difficolt\u00e0 all\u2019integrazione paritaria nel mercato del lavoro derivano dai sensi di colpa che nascono nella donna a seguito delle difficolt\u00e0 di essere presenti nella crescita di figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale questione \u00e8 rafforzata dall\u2019insufficienza delle strutture sociali, che per di pi\u00f9 non prevedono una flessibilit\u00e0 di orario adeguata alla maggiore differenziazione negli orari di lavoro e comportano rette di iscrizioni da assorbire in larga parte lo stipendio della madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra variabile che incide sulla presenza della donna nel mercato lavoro \u00e8 la gestione e la cura degli anziani o dei parenti malati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe strutture dedicate e l\u2019assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili sono poco diffuse e riservate soltanto ai casi in cui non vi sono familiari che possono prendersi cura di loro. Inoltre, lo Stato in Italia, pi\u00f9 che fornire servizi alle famiglie, trasferisce loro redditi monetari sotto forma di sussidi e pensioni che aumentano il reddito familiare, ma scaricano una gran quantit\u00e0 di lavoro di cura sulla famiglia, cio\u00e8 sulle donne sposate, che sono costrette a \u201crestare in casa\u201d o, se orientate al lavoro, a scaricarlo a loro volta su altre donne, parenti o salariate<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La carenza dei servizi sociali \u00e8 indubbiamente uno dei principali ostacoli alla piena realizzazione occupazionale e di carriera della donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, in Italia, la famiglia<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> continua ad essere vista come il principale ammortizzatore sociale, e si insiste a vedere nella donna la principale responsabile della cura dei figli e degli anziani. Di conseguenza, si tralascia di attivare tutti quei servizi destinati alla gestione sociale, collettiva, di tali problemi e si predilige dare contributi a chi ne ha bisogno. Cos\u00ec, invece di costruire case-famiglia per anziani o per i soggetti diversamente abili, si preferisce aiutare economicamente la donna, in modo da integrare con un sussidio, peraltro relativamente basso, il mancato introito da lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono, inoltre, differenze territoriali: le donne del Nord Est vivono una situazione di maggiore sviluppo dell\u2019occupazione femminile, maggiore diffusione del part-time<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>, maggiore diffusione di lavoro a tempo determinato, minore consistenza delle reti di aiuto informale e minore diffusione sia dei servizi sociali che delle\u00a0\u00a0 baby-sitter.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, le donne lavoratrici del Nord-Est sono molto sovraccaricate, a seguito del lavoro di cura ed extra-domestico, ma le loro condizioni di lavoro sono relativamente pi\u00f9 flessibili (e quindi pi\u00f9 agevoli) rispetto a quelle delle donne lavoratrici del Sud. Queste ultime sono molto svantaggiate su tutti i fronti: quello del lavoro, delle reti e dei servizi. Sono cio\u00e8 meno presenti sul mercato del lavoro e nel momento in cui lavorano sono generalmente meno supportate, pur in presenza di maggiori carichi familiari e di un numero medio di figli pi\u00f9 alto, devono farsi carico maggiormente dei propri genitori anziani in peggiori condizioni di salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente in situazioni in cui il lavoro di cura e di servizio<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> permane ad appannaggio femminile si ignora la propensione della donna ad affermarsi nella sfera lavorativa, e le si attribuisce in modo scontato la vocazione prioritaria di accudire la famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al disagio psicologico femminile si affianca quello economico e le donne che si dedicano al lavoro domestico, pur costituendo una risorsa per il patrimonio familiare<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>, sono private di un compenso che potrebbe aiutare ciascuna di loro a non vivere in una situazione da eterne \u00abmantenute\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente va riconosciuto alla famiglia anche la possibilit\u00e0 di essere una risorsa, in particolar modo se la donna fa un investimento rispetto a quest\u2019ultima e segue le richieste familiari su un alto grado di flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a un decennio fa alcune donne sono state troppo rigide alle responsabilit\u00e0 familiari per far fronte alle richieste della flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro. Altre, invece, sono state troppo flessibili rispetto alla domanda del lavoro familiare per rispettare le rigidit\u00e0 dei curriculum lavorativi. Oggi quasi tutte hanno recepito che una via di mezzo \u00e8 la soluzione ideale per non rinunciare alla realizzazione professionale. Cos\u00ec investire nel lavoro conciliando la vita famigliare, seppur implica l\u2019impegno su pi\u00f9 fronti, permette di dimostrare le abilit\u00e0 fisiche e psichiche femminili nel riuscire a destreggiarsi in circostanze globalmente diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Bibliografia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del Rio, G. \u201c<em>Stress e lavoro nei servizi<\/em>\u201d, NIS, Roma 1990;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reyneri E., \u201c<em>Sociologia del mercato del lavoro<\/em>\u201d, il Mulino, Bologna, 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saraceno C.,<em>\u201cIl lavoro mal diviso\u201d, <\/em>De Donato, Bari,1980<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saraceno C., Beccalli B., <em>\u201cDonne e uomini nella divisione del lavoro\u201d, <\/em>FrancoAngeli, Milano,1991<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saraceno C.,<em>\u201c<\/em>La famiglia come soggetto economico e il patrimonio familiare. Ovvero della divisione del lavoro tra i sessi e le sue conseguenze per uomini e donne<em>\u201d, Sociologia del lavoro, <\/em>n. 43.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trombini \u201c<em>Come logora curare. Medici e psicologi sotto stress\u201d,<\/em>Zanichelli, Bologna, 1994<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr style=\"text-align: justify;\" size=\"1\" \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>Cfr. Saraceno C.,<em>\u201cIl lavoro mal diviso\u201d, <\/em>De Donato, Bari,1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a>Cfr.Saraceno C.,<em>\u201c<\/em>La famiglia come soggetto economico e il patrimonio familiare. Ovvero della divisione del lavoro tra i sessi e le sue conseguenze per uomini e donne<em>\u201d, Sociologia del lavoro, <\/em>n. 43.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1991<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a>Per quanto concerne l\u2019insoddisfazione: il 78,6 per cento delle donne che lavorano riferisce di essere molto insoddisfatta della dimensione lavorativa; il 64,4 per cento esprime il medesimo giudizio nei confronti della condizione economica, l\u201988,6 per cento riguardo le condizioni di salute e l\u201986,8 per cento rispetto alle relazioni amicali. Inoltre, la maggioranza (il 58,5 per cento) delle donne lavoratrici in coppia con figli si dichiara insoddisfatta per il tempo libero, per cui lo schiacciamento dei tempi di vita dato dal carico familiare accanto a quello extra domestico non incide soltanto sulla soddisfazione rispetto al lavoro ma anche sulla percezione di non avere abbastanza per s\u00e9 e per il proprio tempo libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>A proposito dell\u2019interruzione o riduzione dell\u2019impegno lavorativo femminile, in presenza di eventi familiari, Marshall sostiene che questa discontinuit\u00e0 della prestazione potrebbe essere una risorsa. Periodi di sospensione possono essere seguiti da fasi di maggiore impegno con risultati migliori dal punto di vista professionale. Anche la minore adesione ai fini dell\u2019impresa, che le donne esibirebbero e che \u00e8 spiegata come la conseguenza del doppio lavoro, \u00e8 indicata come una risorsa che mette a riparo dagli stress legati alla carriera che favorisce comportamenti innovativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Marshall L., \u00abRe-visioning carcers concepts. A femminist invitation\u00bb, Cit.in Bonazzi G., Saraceno C., Beccalli B., <em>\u201cDonne e uomini nella divisione del lavoro\u201d, <\/em>FrancoAngeli, Milano,1991, e Gallos J. U., \u00abExploring women\u2019s development: Implications for carter theory, practice and reserach\u00bb,in Bonazzi G., Saraceno C., Beccalli B., <em>\u201cDonne e uomini nella divisione del lavoro\u201d, <\/em>FrancoAngeli 1991<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Reyneri E., \u201c<em>Sociologia del mercato del lavoro<\/em>\u201d, il Mulino, Bologna, 2002, Cit p.109.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> La famiglia in quanto forma di organizzazione sociale funziona complessivamente come elemento determinante dei processi retributivi nelle societ\u00e0 di <em>welfare. <\/em>Il <em>welfare<\/em> \u00e8 un sistema di protezione sociale di cui dispongono tutte le nazioni che fanno parte dell\u2019Unione Europea. Si fonda su filosofie politiche-sociali diverse che, pur oscillando dai modelli universalistici, in cui tutti i cittadini vengono presi in carico allo stesso modo, ai modelli occupazionali,in cui si distinguono categorie diverse di occupazione, tende a fornire all\u2019intera comunit\u00e0 una tutela di base su problemi quali: le condizioni di lavoro, la salute, la scolarizzazione almeno fino all\u2019et\u00e0 dell\u2019obbligo, a garantire il minimo vitale per i pi\u00f9 poveri ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a>La definizione di part-time \u00e8 presente all\u2019interno del paragrafo 2, capitolo 3, Cit.p.94.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Il lavoro di servizio \u00e8 quell\u2019attivit\u00e0 basata sull\u2019attivazione, il mantenimento e la propagazione di forma di aiuto alle persone sul piano fisico, comunicativo, psichico. Comprende attivit\u00e0 svolte dentro e fuori il mercato del lavoro: in modo gratuito principalmente all\u2019interno della famiglia e in modo retributivo nel settore dei servizi, pubblici e privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di cura \u00e8 un tipo di lavoro di servizio rivolto alle persone per il loro benessere fisico e psichico. Chi fa questo lavoro, essendo continuamente in contatto prolungato con clienti in situazione di particolare urgenza e gravit\u00e0, pu\u00f2 cadere nella \u201csindrome del <em>burnout<\/em>\u201d ovvero del \u201cbruciarsi dell\u2019operatore\u201d. Tale sindrome si manifesta con una progressiva perdita di idealismo, energia, motivazione e esaurimento emotivo. Cfr.Del Rio, G. \u201c<em>Stress e lavoro nei servizi<\/em>\u201d, NIS, Roma 1990; Sarchielli G., Ricci Bitti P., \u201cBurnout e stress lavorativo nelle professioni di aiuto\u201d, in Trombini \u201c<em>Come logora curare. Medici e psicologi sotto stress\u201d,<\/em>Zanichelli, Bologna, 1994.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Il patrimonio familiare si pu\u00f2 definire come la combinazione di capacit\u00e0 di produzione di reddito e di risparmi\/investimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ruoli lavorativi e ruoli familiari La crescente partecipazione delle donne nel mercato del lavoro Italiano mette in discussione i livelli di emancipazione femminile pur non implicando repentini cambiamenti nella distribuzione dei compiti domestici, nell\u2019approccio tradizionale ai ruoli sociali, nelle asimmetrie di genere all\u2019interno delle famiglie. 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