{"id":7,"date":"2010-12-09T20:56:25","date_gmt":"2010-12-09T20:56:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/wordpress\/?p=4"},"modified":"2011-02-21T13:40:26","modified_gmt":"2011-02-21T13:40:26","slug":"metafore-terapeutiche-per-bambini-in-terapia-familiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=7","title":{"rendered":"Metafore Terapeutiche per Bambini, in Terapia Familiare"},"content":{"rendered":"<div id=\"_mcePaste\">\n<div id=\"_mcePaste\">\n<div id=\"_mcePaste\"><strong>Indicazioni per una metafora efficace<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La metafora terapeutica, vista come esperienza narrativa, ha molto in comune con l\u2019universo delle fiabe che ci raccontavano i nostri genitori. Fiabe, che ci hanno permesso attraverso il viaggio della mente, di affacciarci alla vita, conoscere il mondo e le dinamiche sociali. Ancora oggi, pur vivendo nel villaggio globale, la fiaba non ha perso la sua funzione, essa \u00e8 un ottimo esempio di usare la metafora tanto come mezzo letterario, quanto come strumento terapeutico. Le storie sono raccontate con un linguaggio pittoresco, dove fantasia e realt\u00e0 si fondono per contenere un significativo messaggio psicologico, ma non tutte le metafore sono terapeutiche. Pertanto, \u00e8 fondamentale capire quali elementi separano la metafora terapeutica da quella letteraria.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico elemento comune sia alla metafora letteraria, sia a quella terapeutica \u00e8 la corrispondenza con colui che comunica. Quando la corrispondenza avviene nel lettore a vari livelli, allora le metafore letterarie si differenziano da quelle terapeutiche. Nella metafora letteraria la corrispondenza fra la stessa e il suo referente deve essere tanto stretta da evocare familiarit\u00e0. E se la descrizione \u00e8 la funzione principale della metafora letteraria, l\u2019alterazione, la reinterpretazione e la ricomposizione sono le mete fondamentali della metafora terapeutica. Tali scopi possono essere conseguiti se la metafora terapeutica evoca sia la familiarit\u00e0 immaginistica della metafora letteraria, sia familiarit\u00e0 relazionale, basata su un senso di esperienza personale. La storia, che si racconta, deve conquistare coloro che ascoltano. In particolare, i bambini si mettono pi\u00f9 facilmente in rapporto con ci\u00f2 che \u00e8 familiare. Pertanto i personaggi, gli ambienti e gli eventi devono parlare alla comune esperienza di vita di quanti ascoltano, e devono farlo utilizzando un linguaggio familiare. La funzione pi\u00f9 importante della metafora terapeutica \u00e8 quella che Rossi ha definito come \u201crealt\u00e0 fenomenologica condivisa\u201d in cui \u00e8 sperimentato dal bambino il mondo creato dalla metafora del terapeuta. In tal modo attraverso una relazione terapeuta \u2013 bambino \u2013 storia, il piccolo paziente sviluppa un senso di identificazione con i personaggi e gli eventi che vengono descritti. In questo senso di identificazione c\u2019\u00e8 il massimo potere della metafora. Il bambino non si sente isolato, al contrario percepisce un senso di esperienza condivisa. E, ancora una volta la metafora terapeutica sprigiona tutta la sua forza: punta al problema , ma se ne tiene alla larga; attiva capacit\u00e0 e risorse specifiche e lo fa in forma non minacciosa. Analizzando delle fiabe classiche, possiamo constatare elementi comuni, che ci permettono di creare la realt\u00e0 fenomenologica condivisa mediante la quale la metafora terapeutica consegue il proprio scopo. Le fiabe classiche: \u2013 stabiliscono un tema generale di conflitto metaforico per quanto riguarda il protagonista; \u2013 personificano processi inconsci in forma di eroi o soccorritori (che rappresentano le capacit\u00e0 e le risorse del protagonista), e di malfattori o ostacoli (che rappresentano le paure e le convinzioni negative); \u2013 personificano situazioni di apprendimento parallelo nelle quali il protagonista ha avuto successo; \u2013 presentano una crisi metaforica in un contesto di ineluttabile soluzione, mediante la quale il protagonista supera e risolve il proprio problema;- danno al protagonista un nuovo senso di identificazione per effetto del suo vittorioso \u201cviaggio dell\u2019eroe\u201d; \u2013 terminano nella celebrazione in cui avviene il riconoscimento del valore del protagonista.<\/div>\n<div><strong>La metafora della favola<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La metafora terapeutica \u00e8 uno strumento potente nel favorire nuove associazioni e nuove costruzioni di senso, utilizzando elementi di cognizioni e di esperienze, strutture cognitive o immagini, nozioni ed emozioni, fantasia e memoria. La sua capacit\u00e0 di contaminazione, di fusione e di ricostruzione di domini di senso, la sua capacit\u00e0 di rendere permeabili le barriere cognitive ed affettive al cambiamento, la fluidit\u00e0 e la elasticit\u00e0 nella ideazione e nei confronti, la leggerezza e la lievit\u00e0 ne fanno un potente strumento terapeutico. La favola in quanto gioco metaforico, contiene e svela, in contemporanea, tutto ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere detto altrimenti, e pone un limite, un velo e un veto a ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere totalmente svelato, in quanto esso fa parte, di una dimensione interiore, vissuta talvolta come una profondit\u00e0. Talvolta, guardare all\u00b4intimit\u00e0 del piccolo paziente viene vissuto specularmente come un proprio abisso in movimento, come presenza vertiginosa di ci\u00f2 che \u00e8 inafferrabile nelle proprie radici. La favola, quindi, \u00e8 intesa da come gioco fra personaggi e istanze che fanno parte di ogni persona Cos\u00ec, da potere considerare il mondo interno nello stesso tempo segreto e pubblico. La magia delle favole va riconosciuta nella grande capacit\u00e0 di ancorarsi a contenuti profondi, lavorare sulle emozioni senza che il piccolo \u201csi faccia male\u201d. A conferma di quanto detto, il pensiero di Freud, che in un saggio del 1907 parla di vera \u201cars\u201d poetica, come particolare e segreta dimensione inconscia, con la quale il poeta o<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">l\u00b4artista supera ogni ripugnanza, ogni dolore, ogni barriera sia del suo mondo interno sia nella sua relazione col mondo esterno. Il gioco metaforico nonch\u00e9 l\u00b4arte nascono quindi come pellicola invisibile che permette di proteggere le parti recuperate senza il rischio di distruggerle, nel momento assai delicato del recupero a coscienza. Freud chiama \u201csensazioni e sentimenti\u201d queste \u201cpercezioni\u201d che attraverso il sentire del corpo provengono dall\u00b4interno e muovono affettivit\u00e0 ed emozione. Il mondo delle favole, quindi, come luogo metaforico di incontro tra le percezioni sensoriali esterne e sentimenti, affetti e sensazioni interne. La metafora della favola \u00e8 vissuta come luogo e strumento di comunicazione , di \u201cco-divisione\u201d, luogo di apertura, nel quale ognuno esiste e apprende dalla sua angolatura personale ed esperienziale. E\u2019 dunque in quest\u2019ottica interpretativa, la fiaba va intesa come specchio della vita, come metafora delle emozioni e dei sentimenti fondamentali di ogni uomo, mediata dal meraviglioso. Il bambino impara a gestire le sue emozioni attraverso le storie che ascolta. E le fiabe non narrano di dolci coniglietti o di incoscienti fanciulli dai boccoli biondi, ma affrontano situazioni ben pi\u00f9 inquietanti: orfani, matrigne, mostri, lupi, giganti, re e regine malvagie. Il bene e il male si intrecciano, e si scontrano in una serie di avvenimenti in cui il magico e il meraviglioso rendono tutto possibile. La fiaba come metafora terapeutica, riprende le strutture narrative classiche per costruire nuovi conflitti e utilizzarli come metodo di analisi a distanza. Il piccolo paziente, distaccato dai suoi fatti personali, prende consapevolezza di alcune dinamiche comportamentali in maniera meno brutale. L\u2019atmosfera delle fiabe \u00e8 fatta di un mondo senza tempo e di uno spazio non identificabile, dove tutto pu\u00f2 anche andare al contrario e soprattutto dove i personaggi non sono unici, ma tipici. Categorie fantastiche di cattivi, buoni e coraggiosi eroi. Ripercorriamo per esempio la fiaba dei piccoli, per eccellenza: Cappuccetto Rosso. Il lupo, il cattivo, mente spudoratamente ed esageratamente alla bambina fingendosi la vecchia nonna, rispondendo a quelle ingenue domande. Questa fiaba ci fa sorridere, perch\u00e9 la semplificazione \u00e8 agli estremi, ma dobbiamo ammettere che la simbolizzazione \u00e8 chiarissima. Come spiega Bettelheim [1], in queste fiabe il bene vince sul male e il bambino si identifica con l\u2019eroe buono, che esercita una forte attrattiva su di lui. La domanda che si pone il bimbo non \u00e8 \u201cVoglio essere buono? \u201c ma \u201c Come chi voglio essere?\u201d.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Esiste per\u00f2 una fiaba riportata da Grimm, in cui la giustizia non trionfa. Si tratta di Gatto e il topo in societ\u00e0.: qui il gatto ha pi\u00f9 volte il sopravvento sul topo e alla fine il topo viene mangiato. Il male qualche volta vince: la catena di bugie che il gatto inventa a spese del suo socio, \u00e8 esponenziale e non pu\u00f2 che concludersi con la morte di quest\u2019ultimo. Il gatto di questa fiaba dunque diventa un esempio perfetto per far conoscere ai bambini lettori anche l\u2019aspetto indisciplinato della loro persona, in modo che imparino a \u201cdimensionarlo\u201d. Chi di noi non ha mai detto bugie? Chi di noi non si sente un po\u2019 gatto? Questo \u00e8 il messaggio che passa dalla fiaba. Ci sono fiabe definite di iniziazione, che hanno una trama che trae origine da una bugia. La pi\u00f9 esemplare \u00e8 la fiaba di Hansel e Gretel, che racconta di questi due sfortunati fratelli ai quali il padre, costretto dalla miseria, mente senza cuore. Egli promette di andarli a riprendere nel bosco, all\u2019imbrunire, per ben due volte. I bambini per\u00f2 sanno che verranno abbandonati e trovano il modo di tornare da soli verso casa. Solo il terzo tentativo di abbandonare i bambini nel bosco avr\u00e0 successo e sar\u00e0 allora che Hansel e Gretel troveranno la casetta di pan di zucchero. Inizieranno cio\u00e8 a cavarsela da soli, si avventureranno nella vita. Faranno tesoro delle avversit\u00e0 vissute in precedenza, infatti essi stessi mentiranno alla strega: Hansel porger\u00e0 un ossicino dalla gabbia, invece del dito grassottello e Gretel finger\u00e0 di non saper aprire il forno da sola, per poterci spingere dentro la strega. I bambini imparano a difendersi, diventano in qualche misura adulti. La storia poi ha un secondo finale, infatti anche la famiglia, come valore irrinunciabile, viene recuperata. I fratelli, una volta eliminata la strega, si appropriano del suo tesoro e trovano la strada di casa, dove c\u2019\u00e8 il padre, che,consumato dal rimorso per averli abbandonati, ritrover\u00e0 a sua volta il gusto di vivere. Una fiaba ricca di dettagli che fanno parte dell\u2019universo bambino e umano e nella quale le bugie hanno un ruolo fondamentale: aiutano a crescere. Nella semplice fiaba del principe ranocchio, la bugia aiuter\u00e0 a crescere la co-protagonista: quella capricciosa principessa che, pur di riavere indietro la palla caduta nel lago, mente al piccolo ranocchio, promettendogli la sua amicizia. Pi\u00f9 avanti, quando alla principessa viene chiesto di tener fede alla promessa fatta, il re, il padre giusto, si intromette e la pone di fronte a un muro insuperabile. Non \u00e8 possibile venir meno a una promessa. La principessa quindi, suo malgrado accetta il ranocchio in casa. Comprende di aver commesso una scorrettezza e viene poi ricompensata attraverso la trasformazione del ranocchio in principe. Quella prima bugia di bambina viziata la porta ad essere moglie felice.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Nella divertentissima fiaba di Andersen, i vestiti nuovi dell\u2019imperatore vediamo la celebrazione totale della falsit\u00e0. Tutti i protagonisti, molto meschinamente, mentono a s\u00e9 stessi e agli altri. Nessuno ha il coraggio di dire la verit\u00e0: tutti seguono l\u2019inganno dei sarti impostori che dicono di aver confezionato abiti con tessuti preziosi. La catena di falsit\u00e0 porta il vanitosissimo imperatore a sfilare nudo in portantina. La catena viene spezzata dall\u2019innocenza di un bambino che osservando la parata esclama: -Ma non ha niente indosso! \u2013 la folla lo segue in un mare di risate, ma a quel punto il vanitoso governante ha gi\u00e0 compreso le sue colpe e dimostra di aver imparato la lezione:<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">-Ora devo guidare questo corteo fino in fondo! \u2013 E si drizza ancor pi\u00f9 fiero. E\u2019 diventato adulto e degno del suo ruolo. Nel mondo del tutto-possibile sono tante le riflessioni che possiamo costruire, ma uno solo il pensiero finale: la fiaba, nella sua semplicit\u00e0, ha un potere profondo, stimola, fa sorridere al tempo stesso, smuove emozioni senza mai toccarle direttamente, permette di sviluppare abilit\u00e0 di problem solving, porta al cambiamento e lo fa mantenendo la giusta \u201cdistanza di sicurezza\u201d.<\/div>\n<div><strong>Metafore Artistiche: disegni, dipinti, sculture, giocare e costruire<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Quando parliamo di metafore oltre alla loro utilizzazione in forma narrativa per integrare i sistemi sensoriali e provocare dei cambiamenti a livello inconscio, si deve riconoscere un\u2019altra applicazione terapeutica: la metafora artistica. La metafora artistica, peraltro molto adeguata nella terapia con bambini, utilizza strategie di disegno, di gioco , di lettura, di drammatizzazione e creazione in genere, affinch\u00e9 al piccolo paziente si possa trasmettere un\u2019altra dimensione dell\u2019esperienza terapeutica. Tanto il racconto metaforico, quanto la metafora artistica hanno il loro punto cardine nell\u2019integrazione degli emisferi cerebrali destro e sinistro, a livello cosciente e inconscio, tramite gli approcci plurisensoriali. La metafora artistica \u00e8 pluridimensionale e tridimensionale, in quanto comporta l\u2019uso di oggetti nello spazio. Ci\u00f2 rende pi\u00f9 semplice l\u2019espansione del termine metaforico, in termini tangibili e fisici. In questo modo la mente inconscia del piccolo paziente pu\u00f2 esprimere e risolvere il problema del piccolo e lo fa tramite una rappresentazione cosciente. Il bambino attinge ad una banca interiore di creativit\u00e0 dove recupera immagini e sentimenti inconsci che traduce con colori e forme, e li condivide con il terapeuta. L\u2019uso del disegno come strumento di terapia, tanto negli adulti quanto nei bambini, sta diventando molto pi\u00f9 comune. La rappresentazione grafica fornisce informazioni preziose sulla funzionalit\u00e0 sensoriale del bambino. Talvolta il modo di disegnare pu\u00f2 perfino scaturire un quadro esplicito del sistema sensoriale fuori coscienza. Pertanto, \u00e8 molto importante suscitare esperienze preferite e osservare i segnali minimi allo scopo di ottenere informazioni per la creazione della metafora terapeutica. Il disegno delle risorse interiori oltre ad essere veicolo di guarigione \u00e8 un\u2019altra importante fonte di informazione. Infatti, \u00e8 considerato mezzo di raffigurazione della dinamica personale e familiare per ottenere insight, analisi e maggiore comprensione. L\u2019uso che si fa del disegno delle risorse interiori, mira non solo a illuminare la storia della dinamica familiare e interpersonale del passato, ma media gli elementi terapeutici in atto determinanti e il bambino in trattamento. Il disegno \u00e8 un intervento terapeutico a pi\u00f9 finalit\u00e0: aiuta il terapeuta ad individuare il sistema sensoriale fuori coscienza del bambino; pu\u00f2 provocare esperienza di catarsi e sfogo emotivo; pu\u00f2 operare per le famiglie come sistema di retroazione, contribuendo a chiarire il punto i vista di ciascun membro sulle soluzioni; per il bambino \u00e8 un sistema di retroazione immediata che concretizza quelle che possono essere le soluzioni e le risorse. Al terapeuta il disegno fornisce una serie di risorse e strutture di fondo che possono essere inserite nelle metafore narrative. Inoltre il disegno \u00e8 per il terapeuta un sistema di comunicazione molto familiare al bambino, il quale non sentendosi giudicato comunica liberamente e con la semplicit\u00e0 tipica dei piccoli pazienti. Un altro strumento metaforico escogitato per aiutare i bambini ad affrontare i dolori fisici \u00e8 \u201cil libro del dolore che va meglio\u201d. Questo strumento ha lo scopo di fornire un mezzo artistico mediante il quale si possano, tanto oggettivare le sensazioni dolorose, quanto accedere a risorse interiori inutilizzate. Gli aspetti visivi e cenestesici del disegno vengono messi a fuoco in una forma che promuove un maggiore benessere tramite la dissociazione che avviene naturalmente per effetto del processo figurativo del disegno. Ricerche, fatte da Bander, Erickson e Rossi, sulla comunicazione mente e corpo, hanno rivelato che la dissociazione \u00e8 il centro di controllo del dolore e pu\u00f2 anche alterare l\u2019effettiva fisiologia del dolore stesso, per i suoi effetti positivi sul sistema endorfinico del bambino. Va sottolineato che \u201cil libro del dolore\u201d \u00e8 destinato a essere impiegato come approccio terapeutico aggiuntivo alla diagnosi e al trattamento medico.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Oltre alle strategie dei disegni delle risorse interne, che abbiamo trattato finora, altra applicazione delle rappresentazioni grafiche \u00e8 il disegno della famiglia, in cui pi\u00f9 di un membro della famiglia partecipa alla seduta. Il disegno della famiglia permette al terapeuta di raccogliere molte informazioni sotto forma di strutture di fondo risorse interiori. Il disegno con la famiglia pu\u00f2 anche servire a creare un equilibrio interna della famiglia, in cui ciascuno \u00e8 consciamente legato condividendo il momento in cui si crea il disegno. Un altro mezzo per la creazione originale di metafore plurisensoriali terapeutiche \u00e8 il gioco delle risorse. Questo gioco \u00e8 creato singolarmente da ciascun bambino, e viene ricreato ogni volta che lo si gioca. Le informazioni che il bambino d\u00e0 sul proprio mondo sono da lui stesso trasformate in simboli (metafore), che a sua insaputa rappresentano il suo problema, i suoi blocchi coscienti e inconsci, e le sue risorse interiori. Il primo punto per costruire il gioco delle risorse consiste nel fornire il bambino di un grande foglio di carta da disegno, matite e pennarelli. Poi gli si chiede di disegnare in un angolo del foglio qualcosa, che vorrebbe avere nella vita, qualcosa di molto importante. Gli si fanno chiudere gli occhi e gli si dice di immaginare una mappa che possa guidare al raggiungimento dell\u2019obiettivo. Quando il bambino ha ben chiara, nella sua mente, la mappa gli si chiede di disegnarla. Mentre disegna la mappa gli si chiede di inserire tre ostacoli che impediscono il raggiungimento degli obiettivi. Poi, si dice al piccolo di creare una risorsa specifica da contrapporre a ciascun ostacolo. Le risorse verranno disegnate su cartoncini, cos\u00ec da nominarle carte delle risorse. Si continua facendo disegnare al bambino un certo numero di caselle a piacere compreso la partenza e l\u2019arrivo e creando delle pedine con cose che pi\u00f9 preferisce. Infine, il terapeuta e il bambino disegnano sul foglio di carta un cerchio del diametro da dividere in parti uguali, come fette di una torta. In ogni fetta il bambino disegna una delle figure gi\u00e0 poste, in dimensioni minori, sulle carte delle risorse, e le contrassegna con un numero dall\u2019uno al sei. I numeri corrispondono a quelli del dado con cui si gioca. I giocatori sono il terapeuta e il bambino, che iniziano a giocare mettendo le loro pedine simboliche sul personaggio\/oggetto preferito. In seguito, il bambino lancia il dado e sposta la pedina in base al valore del numero uscito. Qualora si ritrova su un ostacolo ripete il lancio finche il numero non coincide con quello da cui \u00e8 contrassegnata la figura della risorsa riportata sulla carta grande. A questo punto gli viene consegnata la carta delle risorse piccola corrispondente, che diventa un pass per proseguire nel movimento della pedina. Si prosegue cos\u00ec finch\u00e9 il piccolo non raggiunge l\u2019obiettivo. E importante sottolineare che la partita finisce solo quando il bambino raggiunge l\u2019obiettivo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">[1] Bettelheim B. \u201cIl mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe\u201d, Feltrinelli, Milano,1986<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Metafore Terapeutiche per Bambini, in Terapia Familiare<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-7","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-metafore-terapeutiche-per-bambini"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7xuYR-7","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":160,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7\/revisions\/160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}