{"id":692,"date":"2020-10-19T07:43:39","date_gmt":"2020-10-19T07:43:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=692"},"modified":"2020-10-19T07:43:40","modified_gmt":"2020-10-19T07:43:40","slug":"coronavirus-spesso-dopo-la-difficolta-di-accettare-la-diagnosi-molte-persone-devono-affrontare-lemarginazione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=692","title":{"rendered":"Coronavirus, spesso dopo la difficolt\u00e0 di accettare la diagnosi molte persone devono affrontare l\u2019emarginazione sociale."},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:18px\"><strong><em>Psicologa Psicoterapeuta Rosita Filardi&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da un p\u00f2 di tempo mi chiedo cosa emotivamente possa vivere un individuo positivo al coronavirus; quali possono essere le conseguenze psicologiche e sociali individuali&nbsp; e&nbsp; familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancor pi\u00f9,&nbsp; mi chiedo cosa accade se tutto questo avviene in piccoli territori: paesini o piccole province,&nbsp; dove ci si conosce e dove facilmente si giudica l\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di sicuro successivamente al referto, che accerta la diagnosi di positivit\u00e0 al covid 19,&nbsp; la vita non procede pi\u00f9 come prima e tra i tanti cambiamenti personali quello pi\u00f9 difficile da affrontare \u00e8 sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando che le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella nostra vita, in questo caso, si provano due emozioni primarie: la paura e la rabbia. La paura in quanto la situazione viene vissuta come rischiosa e allarmante per s\u00e9 e per gli altri e porta all\u2019immediato pensiero di perdere tutto ci\u00f2 che si \u00e8 costruito e tutti gli affetti pi\u00f9 cari, incrementando il senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>La rabbia di non poter gestire e controllare la malattia, che nel frattempo lavora dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, poich\u00e9 gli individui non sono fatti per reggere situazioni di allerta o tensione troppo a lungo, lo stress eccessivo il pi\u00f9 delle volte conduce all\u2019ansia generalizzata e in casi pi\u00f9 estremi agli attacchi di panico.<\/p>\n\n\n\n<p>Non va escluso il peso del il giudizio sui presunti \u201cuntori\u201d che non serve a nulla se non a creare odio tra le persone, incrementando lo stress di chi vive attimi difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che come in altre epidemie del passato, si pu\u00f2 verificare una ingiustificata emarginazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno&nbsp; \u00e8 molto noto a noi psicologi, che spesso&nbsp; ci attiviamo per un supporto on line al&nbsp; paziente e alla famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo ora&nbsp; a capire,&nbsp; cosa muove l\u2019atteggiamento negativo che porta a stigmatizzare i soggetti positivi al virus e ad evidenziare i condizionamenti&nbsp; che l\u2019ombra oscura del Covid costringe a vivere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente di razionale in questo atteggiamento che diviene una sorta di \u201clotta malata\u201d alla sopravvivenza a scapito del benessere psicologico degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso la situazione \u00e8 psicologicamente pesante,&nbsp; traducendosi&nbsp; in un percorso a ostacoli per tornare alla vita normale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 Oms e l\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0,&nbsp; hanno fatto circolare le regole per contenere il fenomeno,&nbsp; che potrebbe creare parecchi problemi a chi vive e a chi \u00e8 uscito da un\u2019esperienza difficile e che ora rischia di dover subire anche le paure irrazionali di colleghi e vicini di casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi timori sono del tutto irrazionali, da sempre in situazioni simili si attivano timori ancestrali, di protezione di s\u00e9 e del proprio nucleo ristretto. Si tratta di processi psicosociali atavici, come la ricerca del capro espiatorio e la caccia all\u2019untore, che si mantengono anche in contesti contemporanei. Le condizioni maggiormente a rischio di stigmatizzazione sono proprio le malattie contagiose (soprattutto se la colpa dell\u2019infezione pu\u00f2 essere ricondotta a un comportamento del singolo individuo) ma non solo. Nel caso della pandemia attuale, la fonte primaria di stigma \u00e8 rappresentata dall\u2019elevato grado di contagiosit\u00e0 e dal numero di morti legate a questo virus.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere le cose pi\u00f9 complicate c\u2019\u00e8 la confusione che molti fanno con i cosiddetti \u00abasintomatici\u00bb (inconsapevoli di avere la malattia perch\u00e9 senza sintomi, che sono davvero potenzialmente contagiosi ma che non \u00e8 facile identificare) e le persone in cui la malattia \u00e8 stata conclamata, e di cui per\u00f2 sono esauriti gli effetti contagiosi. In una situazione di ansia e paura \u00e8 facile che scattino meccanismi di protezione che portano all\u2019emarginazione. Un atteggiamento che \u00e8 stato notato anche negli stessi guariti che talvolta arrivano a chiudersi in una sorta di auto isolamento, nonostante abbiano avuto rassicurazioni di non poter pi\u00f9 infettare gli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che lo stigma nei confronti degli ammalati si alimenti di aspetti poco scientifici lo dimostrano anche altre grandi pandemie della nostra epoca come l\u2019Aids e, in tempi meno recenti, la tubercolosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Proprio la paura dell\u2019ignoto alimenta la tendenza a ragionare per stereotipi e pregiudizi, meccanismi alla base della formazione di uno stigma sociale.<\/em><\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetto grave da considerare \u00e8 che il timore di subire una discriminazione sociale porti le persone a negare di essere stati infettato o persino a ignorare i primi sintomi della malattia e quindi non farsi curare. Questa tendenza, documentata anche da studi empirici relativi alla diffusione di altri virus, \u00e8 indubbiamente pericolosa sia per il benessere individuale sia per la salute pubblica, dal momento che potrebbe ostacolare in modo significativo l\u2019identificazione dei soggetti infetti o a rischio e, di conseguenza, la corretta gestione del contagio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come gestire queste situazioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzi tutto \u00e8 opportuno evitare allarmismi sterili. Preoccuparsi attivando comportamenti irrazionali e controproducenti non serve a nulla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Essere resilienti in questo caso e far sentire la propria presenza \u201cpositiva\u201d a chi vive periodi di difficolt\u00e0 fisica-emotiva e sociale causa coronavirus \u00e8 il miglior modo per evitare il senso di isolamento e solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>La speranza \u00e8 che le cose cambino:&nbsp; che ci si apra alla possibilit\u00e0 del cambiamento&nbsp; e&nbsp; di&nbsp; conoscenza, come&nbsp; vie di esclusione del pregiudizio e delle emarginazioni .<\/p>\n\n\n\n<p>Che si pensi in modo meno egoistico favorendo lo sviluppo dell\u2019empatia cos\u00ec&nbsp; da essere capaci ed&nbsp; offrire parole di conforto che sollevano i cuori di chi sta vivendo&nbsp; tutte le difficolt\u00e0 che la malattia porta con s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Psicologa Psicoterapeuta Rosita Filardi&nbsp; Da un p\u00f2 di tempo mi chiedo cosa emotivamente possa vivere un individuo positivo al coronavirus; quali possono essere le conseguenze psicologiche e sociali individuali&nbsp; e&nbsp; familiari. 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