{"id":517,"date":"2019-02-12T18:46:06","date_gmt":"2019-02-12T18:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=517"},"modified":"2020-03-31T19:36:41","modified_gmt":"2020-03-31T19:36:41","slug":"stop-ai-gruppi-whatsapp-dei-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=517","title":{"rendered":"Stop ai gruppi WhatsApp dei Genitori?"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>I Genitori devono essere affidabili, non perfetti. <\/em><\/p><p><em>I figli devo essere felici, non farci felici. <\/em><\/p><cite>(Madre Teresa)<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Chi tra tutti i genitori, che ha almeno un figlio in et\u00e0 scolare, non \u00e8 finito in un gruppo WhatsApp, dove si va incontro a tutto, compiti, gite, avvisi importanti di tutte le attivit\u00e0 scolastiche, o altre varie cose?<\/p>\n\n\n\n<p>E sono tanti i genitori che hanno notato, sulla propria pelle e su quella dei loro figli l\u2019effetto disastroso che provocano nella relazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo tipo di comunicazione, apparentemente molto immediata, in realt\u00e0, serve solo ed esclusivamente al genitore che spera di poter tenere il controllo sul proprio figlio,&nbsp; incosciente dell\u2019effetto subdolo dell\u2019innovativo strumento che lavora sula relazione figlio-genitore creando un ragazzino deresponsabilizzato rispetto al proprio compito scolastico&nbsp; e rispetto alla relazione con la propria figura genitoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo a capirci di pi\u00f9 sull\u2019utilizzo di questa innovativa comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il denominatore comune che istituisce la funzione di whatsapp \u00e8, nell\u2019immaginario collettivo<strong>, l\u2019efficacia e l\u2019immediatezza comunicativa<\/strong> e, ancora prima, l\u2019intenzione di <strong>veicolare meglio contenuti, messaggi, informazioni.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui nasce il primo equivoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono notizie importanti che non vengono date da altri strumenti scolastici? A scuola, da sempre, si utilizzano i <strong>diari per le comunicazioni strettamente necessarie<\/strong> e gli avvisi rigorosamente firmati dal dirigente scolastico e controfirmati dai genitori. Questo strumenti sono ancora obbligatori e le informazioni importanti, dunque, vengono gi\u00e0 date alle famiglie. Le comunicazioni tramite il diario e gli avvisi rimangono<strong> un obbligo per le insegnati e una responsabilit\u00e0 per i bambini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Che tipo di comunicazione transita nei gruppi? Sono informazioni necessarie?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utilizzo dei gruppi virtuali rischia invece di deresponsabilizzarli e di <strong>svalutare la funzione stessa dell\u2019avviso\/diario,<\/strong> dove i bambini finiscono poi per scrivere in maniera incompleta o errata anche i compiti e le richieste di materiali: nulla di grave se il bambino fosse poi invitato a correggere i propri errori ma spesso sono invece i genitori a correre ai ripari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si sa, molti genitori utilizzano il gruppo anche per sopperire alle mancanze dei figli ed evitare cos\u00ec il rimprovero della maestra, alimentando un circuito poco sano per i bambini stessi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Pensandoci bene, questo meccanismo, rincorre pensieri di protezione dei figli dai rimproveri.<\/em><\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che i figli devono essere perfetti agli occhi delle insegnanti che lo valutano. Questo comportamento mette in atto un duplice meccanismo malsano: da genitore ho il pieno controllo su mio figlio e a mio figlio creo un\u2019immagine che non gli appartiene e nel quale far\u00e0 fatica a confermarla negli anni avvenire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dimenticando che <strong>i <em>bambini hanno bisogno di sbagliare e di comprendere i propri errori anche attraverso i limiti e le assunzioni di responsabilit\u00e0.<\/em><\/strong>Se questa esperienza viene a mancare, non si fa altro che alimentare<strong> un processo di crescita parziale,<\/strong> un\u2019autonomia ridotta, la stessa della quale ci si lamenta: mio figlio non \u00e8 autonomo! Ci devo essere sempre io a pensare a tutto! <br>\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente si assiste a un fenomeno particolare: alcune scuole consigliano ai genitori un utilizzo responsabile della chat, limitandolo alle comunicazioni strettamente necessarie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Perch\u00e9? Che cosa si genera di preoccupante e di dannoso all\u2019interno dei gruppi virtuali?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso si utilizza questo dispositivo con leggerezza, si inseriscono notizie lontane dalle comunicazioni scolastiche<strong>, si critica l\u2019insegnante<\/strong>, si esasperano piccole problematiche di ordinaria quotidianit\u00e0. Ci\u00f2 alimenta liti, rabbia, rancori e incomprensioni perch\u00e9 i genitori &#8211; protetti dalla distanza virtuale, dall\u2019assenza della comunicazione espressiva dei corpi vicini &#8211; si permettono di dire ci\u00f2 che non direbbero in una relazione vis \u00e0 vis.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma proprio l\u2019assenza dei corpi, proprio la mancanza delle interazioni emotive viste ed esperite in una relazione di prossimit\u00e0, crea un <strong>gap comunicativo,<\/strong> una interazione parziale, svuotata di un aspetto umano:<strong> l\u2019emozione!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, ci\u00f2 che contraddistingue la comunicazione umana autentica, lo scambio tra due persone, \u00e8 la presenza dei corpi e delle emozioni espresse. Il sentire e il vedere che a un\u2019azione corrisponde una reazione autoregola necessariamente la relazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il valore delle relazioni faccia a faccia rimane insostituibile e \u00e8 da privilegiare. La presenza fisica limita molte discussioni e equilibra gli scambi comunicativi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se sollecitare i genitori ad un uso responsabile dei gruppi virtuali pu\u00f2 essere utile ma non sufficiente, uscire dal gruppo non \u00e8 altrettanto semplice: sappiamo bene che ci si trova, senza neppure essere interpellati, in un gruppo virtuale e spesso <strong>ci si sente in dovere di restare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Allora cosa fare?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto, conoscere bene il funzionamento del dispositivo digitale, comprenderne le dinamiche sottese e <strong>cogliere la parzialit\u00e0 comunicativa<\/strong> pu\u00f2 aiutare a regolare le emozioni tra i soggetti e pu\u00f2 agevolare la differenziazione tra ci\u00f2 che \u00e8 del soggetto e ci\u00f2 che \u00e8 generato dal dispositivo, limitando equivoci e incomprensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo, poi, spolverare i vecchi tempi, recuperare quella figura genitoriale che aspettava il rientro da scuola dei propri&nbsp; figli per aprire e parlare con loro rispetto alle problematiche scolastiche e alle soddisfazioni emotive che un\u2019intera giornata studio pu\u00f2 restituire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 tutto pi\u00f9 complicato e meno immediato: il tempo \u00e8 pi\u00f9 lento, la comunicazione meno diretta, si fa fatica ad arrivare emotivamente al proprio ragazzo ma sedersi accanto a lui e attraversare le sue&nbsp; parole e i&nbsp; suoi silenzi \u00e8 l\u2019essenza della genitorialit\u00e0&nbsp; fonte di sviluppo di ragazzi emotivamente sani e di adulti dall\u2019animo sensibile.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Genitori devono essere affidabili, non perfetti. 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