{"id":467,"date":"2019-01-01T21:31:44","date_gmt":"2019-01-01T21:31:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=467"},"modified":"2019-01-01T21:34:58","modified_gmt":"2019-01-01T21:34:58","slug":"dopo-gli-adolescenti-ecco-arrivare-gli-adulescenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=467","title":{"rendered":"Dopo gli ADOLESCENTI\u2026\u2026 ecco arrivare gli  ADULESCENTI"},"content":{"rendered":"\n<p>Ne siamo circondati, ma mancava la parola. Ora c&#8217;\u00e8. Ci ha pensato il sociologo francese Serge Gu\u00e9rin che nel 2013 ha coniato il termine \u201cquincado\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce dalla contrazione di due parole francesi: quinquag\u00e9naire (i cinquantenni) e adolescence (adolescenza) e definisce quegli adulti a cui piace ancora comportarsi, abbigliarsi come i figli di 20\/30 anni pi\u00f9 giovani. Italianizzando, gli \u201cadulescenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\tAnalizzando fonti storiche e sociali ci \u00e8 facile dedurre le ragioni di questo nuovo fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>\tll concetto di compito di sviluppo fu elaborato da Robert J. Havighurst nel 1948. Da allora \u00e8 stato funzionale allo studio dello sviluppo adolescenziale per pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, rimanendo sempre un concetto di attualit\u00e0 e importanza sia per i teorici dello sviluppo e per i ricercatori , che per gli stessi adolescenti. Nella definizione di Havighurts (1984) si intende per compito di sviluppo un compito che si presenta in un determinato periodo del ciclo di vita dell\u2019individuo, la cui buona risoluzione conduce alla felicit\u00e0 e al successo nell\u2019affrontare i compiti successivi, mentre un fallimento o una cattiva risoluzione conduce all\u2019infelicit\u00e0, alla disapprovazione da parte della societ\u00e0 e a difficolt\u00e0 nella realizzazione dei compiti evolutivi che si presenteranno in seguito. I compiti evolutivi nascono e si collocano nel mezzo tra bisogni individuali e richieste sociali e possono variare a seconda dello specifico contesto socio-culturale a cui l\u2019individuo appartiene .<\/p>\n\n\n\n<p>Havighurst (1948) individu\u00f2, in origine, nove compiti di sviluppo tipici degli adolescenti bianchi di classe media americana degli anni Cinquanta:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>instaurare nuove relazioni mature con coetanei di entrambi i sessi;<\/li><li>acquisire un ruolo sociale femminile o maschile;&nbsp;<\/li><li>accettare e usare efficacemente il proprio corpo; &nbsp;<\/li><li>acquisire indipendenza emotiva dai genitori o da altri adulti;&nbsp;<\/li><li>acquisire indipendenza economica;&nbsp;<\/li><li>orientarsi verso e prepararsi per un\u2019occupazione professionale;&nbsp;<\/li><li>prepararsi al matrimonio e alla vita familiare;&nbsp;<\/li><li>sviluppare competenza civica;&nbsp;<\/li><li>desiderare ed acquisire un comportamento socialmente responsabile;&nbsp;<\/li><li>acquisire un sistema di valori e una coscienza etica come guida al proprio comportamento.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Italia, si pu\u00f2 prendere in considerazione un particolare fenomeno degli ultimi decenni che si presenta soprattutto nella nostra cultura: quello dell<em>\u2019adolescenza allungata o interminabile<\/em>, consistente nella mancata simultaneit\u00e0 tra l\u2019acquisizione della maturit\u00e0 fisica e psicosociale e l\u2019assunzione del ruolo di adulto autonomo e indipendente dalla famiglia di origine, la quale si ritarda sempre pi\u00f9 dai 18 fino ai 30 anni e oltre, facendo s\u00ec che molti giovani in questa fascia di et\u00e0 possano essere considerati eterni adolescenti o giovani adulti. Questo ritardo \u00e8 dovuto a cambiamenti strutturali nella societ\u00e0, nel mercato del lavoro e nella politica che hanno portato all\u2019allungamento del periodo di scolarit\u00e0 e all\u2019aumento dei tassi di disoccupazione, limitando le possibilit\u00e0 di uscita dell\u2019adolescente dal nucleo familiare di origine .<\/p>\n\n\n\n<p>A causa di questo fenomeno, alcuni dei compiti di sviluppo proposti da Havighurst \u2013 acquisire indipendenza economica, orientarsi verso e prepararsi per un\u2019occupazione professionale, prepararsi al matrimonio e alla vita familiare \u2013 non rientrano pi\u00f9, al giorno d\u2019oggi, nella fase adolescenziale. Ci\u00f2 pu\u00f2 portare a situazioni di confusione e instabilit\u00e0 circa la lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 personale e a un sentimento di insicurezza nei confronti delle proprie capacit\u00e0 e risorse, stimolando gli adolescenti a prolungare l\u2019esplorazione dell\u2019identit\u00e0 e a posticipare le responsabilit\u00e0 e gli impegni dati dall\u2019assunzione di un\u2019identit\u00e0 adulta.<\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 odierna pu\u00f2 essere inoltre metaforicamente definita narcisistica in quanto attribuisce grande importanza alla visibilit\u00e0, al denaro e al riconoscimento sociale, all\u2019essere competenti e all\u2019altezza in ogni situazione. Anche il modello educativo degli ultimi decenni si \u00e8 centrato pi\u00f9 sulla promozione di istanze ideali troppo elevate piuttosto che su valori etici e ci\u00f2 porta gli adolescenti a crearsi identit\u00e0 non autentiche a costo di ben figurare per assecondare le aspettative di altri, nonch\u00e9 a preferire o ricevere pi\u00f9 gratificazione da modalit\u00e0 di interazione virtuale, come ad esempio quelle che si possono sperimentare sui social network, dove la vita apparente si riduce ad un\u2019immagine di profilo, una bacheca o ad un tweet. I risultati di uno studio di Vogel et al. (2014) riportano che un maggiore uso e una maggiore attivit\u00e0 sui social network \u00e8 collegato a tratti di autostima pi\u00f9 bassi, il che porta gli autori a sottolineare la deteriorante relazione tra l\u2019esposizione ad un alto confronto sociale nell\u2019uso di questi network e il benessere. Eppure al giorno d\u2019oggi \u00e8 raro che vi siano adolescenti che non fanno uso di queste piattaforme e l\u2019identit\u00e0 virtuale, separata dall\u2019identit\u00e0 corporea del momento presente, \u00e8 una realt\u00e0 sicuramente utile quanto pericolosa nel percorso di identificazione adolescenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esplorazione prolungata dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 anche favorita dalla cosiddetta tirannia della libert\u00e0, ovvero dalla forte pressione, nelle societ\u00e0 occidentali in generale, a sviluppare un\u2019identit\u00e0 che sia unica e originale, scegliendo tra un\u2019ampia variet\u00e0 di alternative; ci\u00f2 \u00e8 spesso mortificante, anzich\u00e9 gratificante, per gli adolescenti che non hanno sviluppato senso critico su quale sia la scelta migliore per loro, dacch\u00e9 non vi sono significative linee guida sociali. Questa delicata fase di passaggio del Ciclo di Vita, dall\u2019adolescenza verso l\u2019et\u00e0 adulta, rischia cos\u00ec di essere un\u2019incessante sfida per i giovani, un\u2019eterna competizione in vista di un trofeo irraggiungibile, dove l\u2019accettazione autentica e non giudicante di S\u00e9 e dell\u2019Altro non sono considerati come concorrenti in gara.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Chi sono gli adulescenti?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\tGli adulescenti, sono gli adulti che fanno fatica ad accettarsi nella continua trasformazione che impone il ciclo vitale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono gli adulti incapaci di crescere, trasformarsi, evolversi, di avere nuove idee, progetti, obiettivi. Gli adulti che&nbsp; non portano con s\u00e9 la capacit\u00e0 di desiderare e di costruire. Sono gli adulti dipendenti, quelli emotivamente turbati e poco sicuri. Quelli con ancora obiettivi da raggiungere, progetti aperti che vorrebbero coronare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adulescente, ossia l\u2019adulto che crede ancora di essere un ragazzino, che vuole essere giovanile a tutti i costi, lo vediamo dal suo modo di parlare, comportarsi, atteggiarsi, vestirsi. Ha abitudini molto simili a quando aveva vent\u2019anni, frequenta gli stessi locali magari cambiati di nome, hanno lo stesso modo di pensare. L\u2019adulto ancora centrato sul corpo, che si appella alla chirurgia estetica o all\u2019eccesso di sport pur di mantenere un viso pi\u00f9 fresco, un corpo pi\u00f9 atletico. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di piacere, di essere visto, di avere conferme. Piacere agli altri \u00e8 un bisogno per\u00f2 tipico degli adolescenti che, proprio perch\u00e9 stanno attraversando un\u2019importante trasformazione a livello corporeo, necessitano di continue conferme alla loro fragile autostima. L\u2019adulescente \u00e8 un modo di essere oggi molto presente nella nostra societ\u00e0: quando gli adulti vivono questo desiderio di restare sempre giovani da una parte tolgono spazio alla creativit\u00e0 dei ragazzi, dall\u2019altra non sono in grado di trasmettere ai giovani il senso del passaggio, della trasformazione della vita, smettono di essere dei sani punti di riferimento. Non \u00e8 possibile fermare il tempo, o meglio, lo posso fare solo attraverso una forzatura, un\u2019imposizione, una distorsione di tipo mentale che crea staticit\u00e0, immobilit\u00e0, fissit\u00e0. E come ben sappiamo fissit\u00e0, stereotipia, ripetizione immutata sono alla base delle malattie psichiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non incorrere nell\u2019adulescenza e restare bloccati in una tappa del ciclo vitale inesistente&nbsp; e&nbsp; disfunzionale alla nostra crescita dobbiamo imparare a :<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\t1.Rispettare i giusti tempi. <\/strong>Ogni et\u00e0 della vita \u00e8 un gradino senza il quale non si pu\u00f2 passare psicologicamente a quello successivo. Bisogna corrispondere alla propria et\u00e0, o il passaggio da adolescente ad anziano, senza passare dall\u2019adulto sar\u00e0 drammatico.<\/p>\n\n\n\n<p> <strong>2<\/strong>.<strong>Conservare la capacit\u00e0 di giocare.<\/strong> Essere adulti non significa non giocare pi\u00f9. Ogni tanto \u00e8 bello dare spazio al bambino e all\u2019adolescente che sono in noi, ma con la consapevolezza dell\u2019adulto che sa goderseli e poi limitarli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\t3.Eliminare i luoghi comuni sull\u2019et\u00e0.<\/strong> Evitare di identificarsi con una sola fase di sboccio ( ex. l\u2019adolescenza) e sentirsi vivo solo l\u00ec. La vita offre tante occasioni di rinascita fino alla fine, in forme nuove e diverse.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLe rughe della vecchiaia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>formano le pi\u00f9 belle scritture della vita,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Marc Levy<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong><em>Psicologa Psicoterapeuta&nbsp;                                                                        Dott.ssa&nbsp;<\/em><\/strong><strong><em>Filardi Rosita&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Biolcati, R. (2010). La vita online degli adolescenti: Tra sperimentazione e rischio. Psicologia Clinica dello Sviluppo, 14, 2, pp. 267-297.<\/p>\n\n\n\n<p>Buzzi, C., Cavalli, A., De Lillo, A. (2002). Giovani del nuovo secolo. V Indagine sulla condizione giovanile in Italia. Bologna, il Mulino.<\/p>\n\n\n\n<p>Crocetti, E., Fermani, A., Pojaghi, B. &amp; Meeus, W. (2010). Identity Formation in Adolescents from Italian, Mixed, and Migrant Families. Child &amp; Youth Care Forum, 40, 1, pp. 7\u201323.<\/p>\n\n\n\n<p>Crocetti, E., Rabaglietti, E., &amp; Sica, L. S. (2012). Personal Identity in Italy. In S. J. Schwartz (a cura di). Identity Around the World. New Directions for Child and Adolescent Development, 138, pp. 87\u2013102.<\/p>\n\n\n\n<p>Dogana F. (2002). L\u2019io lieve della post-modernit\u00e0. Psicologia Contemporanea, 173, pp. 4-10.<\/p>\n\n\n\n<p>Dreher, E., &amp; Dreher, M. (1985). Entwicklungsaufgaben im jugendalter: Bedeutsamkeit und bew\u00e4ltigungskonzepte [Developmental tasks during adolescence: Importance and coping concepts]. In D. Liepmann &amp; A. Stiksrud (a cura di), Entwicklungsaufgaben und bew\u00e4ltigungsprobleme in der adoleszenz. Sozial und entwicklungspsycholgische perspektiven (pp. 56-71). G\u00f6ttingen, Germany: Hogrefe.<\/p>\n\n\n\n<p>Havighurst, R. J. (1948). Developmental tasks and education. Chicago: University of Chicago Press.<\/p>\n\n\n\n<p>Livi Bacci, M. (2008). Avanti giovani, alla riscossa!. Bologna: Il Mulino.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietropolli Charmet, G. (1999).&nbsp;Adolescente e psicologo. La consultazione durante la crisi. Franco Angeli, Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietropolli Charmet, G., &amp; Piotti, A. (2009). Uccidersi. Il tentativo di suicidio in adolescenza. Milano: Raffaello Cortina.<\/p>\n\n\n\n<p>Scabini, E. &amp; Cigoli, V. (2000). Il Famigliare. Legami, simboli e transizioni. Milano: Raffaello Cortina.<\/p>\n\n\n\n<p>Scabini, E. &amp; Iafrate, R. (2003). Psicologia del legami familiari. Bologna: Il Mulino.<\/p>\n\n\n\n<p>Schwartz, B. (2000). Self-determination: The tyranny of freedom. American Psychologist, 55, pp. 79\u201388.<\/p>\n\n\n\n<p>Schleyer-Lindenmann, A. (2006). 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