{"id":28,"date":"2010-12-09T20:56:20","date_gmt":"2010-12-09T20:56:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=28"},"modified":"2011-02-21T13:40:26","modified_gmt":"2011-02-21T13:40:26","slug":"la-metafora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=28","title":{"rendered":"La metafora"},"content":{"rendered":"<address>La Metafora \u00e8 uno specchio,che riflette l\u2019immagine di s\u00e9, della vita, degli altri. Tali immagini possono diventare una chiave per il cambiamento.<\/address>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Che cos\u2019\u00e8 la metafora? Come pu\u00f2 essere definita la metafora? Un linguaggio figurato, una figura retorica, un modo simbolico di esprimere qualcosa o un\u2019espressione fantasiosa e creativa dove le leggi del mondo reale si combinano con l\u2019irreale per esplorare una parte pi\u00f9 profonda dell\u2019individuo? La letteratura \u00e8 ricca di definizioni a proposito, ma in questa sede, prima di addentrarci nello specifico dell\u2019argomento e ampliarlo secondo un approccio psicoterapeutico familiare, cerchiamo di capirne di pi\u00f9 movendo i primi passi dal semplice concetto di metafora; nozione che, peraltro, trover\u00e0 d\u2019accordo molti studiosi. Metafora (dal greco \u03bc\u03b5\u03c4\u03b1\u03c6\u03bf\u03c1\u03ac, da metaph\u00e9r\u014d, \u00abio trasporto\u00bb) \u00e8 un tropo linguistico e si ha quando, al termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase, se ne sostituisce un altro la cui \u201cessenza\u201d o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, cos\u00ec, immagini di forte carica espressiva. La metafora differisce dalla similitudine per l\u00b4assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (\u201ccome\u201c). E non \u00e8 totalmente arbitraria: in genere si basa sullo stabilimento di un rapporto di somiglianza tra il termine di partenza e il termine metaforico, ma il potere comunicativo della metafora \u00e8 tanto maggiore quanto pi\u00f9 i termini di cui \u00e8 composta sono lontani nel campo semantico. In semantica la metafora \u00e8 pi\u00f9 propriamente il processo per cui una parola si arricchisce di nuovi significati, per estensione. Ad esempio, la parola vite indica l\u00b4utensile vite per analogia con la pianta della vite (per somiglianza tra la filettatura dell\u00b4utensile e il viticcio della pianta). Spesso tali meccanismi sono fossilizzati nel lessico e non sono avvertiti dal parlante, ma si possono ricostruire con lo studio dell\u00b4etimologia. L\u2019uso della metafora \u00e8 essenziale al linguaggio umano, in quanto consente di trasmettere pensieri e concetti altrimenti difficili da comunicare. La metafora \u00e8 nata, come elemento di studio, di approfondimento e d\u2019uso della retorica, l\u2019arte antica del bel parlare e della capacit\u00e0 di persuadere. Il suo uso, inizialmente poetico e persuasivo, si \u00e8 esteso nel tempo, a tutte le discipline. Di metafora, si sono interessati retori e filosofi del passato, quali Isocrate, Cicerone, Sant\u2019Agostino, Aristotele. E proprio quest\u2019ultimo ha sostenuto che: \u00ab La metafora consiste nel trasferire ad un oggetto il nome che \u00e8 proprio di un altro: e questo trasferimento avviene, o dal genere alla specie, o da specie a specie, o per analogia.\u00bb A riprendere e ampliare la definizione di metafora, di Aristotele, fu Turbayne, il quale fece notare che la metafora non deve necessariamente essere espressa in parole, ma pu\u00f2 essere comunicata anche con dei segni. Pertanto, il quadro di un pittore o il gioco di un bambino pu\u00f2 essere considerato espressione metaforica. Turbayne, arricch\u00ec ancor pi\u00f9, la descrizione di metafora fatta da Aristotele, e asser\u00ec che la parabola, la favola, l\u2019allegoria, e il mito possono essere considerati sottogruppi della metafora. E seppure Turbayne, \u00e8 stato tanto innovativo nella descrizione della metafora, omette di considerare che una persona pu\u00f2 consciamente recepire una metafora secondo il senso letterale, mentre a livello inconscio ne pu\u00f2 recepire il significato simbolico. Questa \u00e8 l\u2019ipotesi di base, su cui si fonda l\u2019impiego clinico della comunicazione metaforica. Nella storia della scienza sono rinvenibili molte metafore tant\u2019\u00e8, che ogni \u00ab[\u2026] mutamento di teoria \u00e8 accompagnato da alcune importanti metafore\u2026\u00bb. Esse possono assumere valore esegetico, come metafore sostitutive, od anche rappresentare \u00ab[\u2026]un ponte che viene offerto all\u2019intuizione \u00bb Anche le teorie psicologiche offrono molte metafore: il cognitivismo con il modello del computer, la psicoanalisi con un uso anche clinico di questo strumento, e le teorie sistemiche con le descrizioni \u201ctriangolari\u201d delle dinamiche familiari, solo per fare alcuni esempi. Se dunque, le metafore sono ampiamente utilizzate nel ragionamento scientifico, si assiste negli ultimi anni alla diffusione della prospettiva narrativa nella quale si osserva da parte di molti studiosi non solo l\u2019adozione di un modello scientifico narrativo, ma anche lo sviluppo di molte ricerche sulle modalit\u00e0 narrative di ragionamento che comportano anche il ricorso alle metafore. Nella letteratura sistemica al termine metafora \u00e8 stato assegnato un significato ampio, che coglie la continuit\u00e0 e la compresenza tra diversi livelli mentali. A proposito, sono molto significative le ipotesi antropologiche di Brenda Beck. La Beck considera la metafora come un mediatore, capace di mettere in comunicazione gli aspetti sensibili e immaginativi con quelli logici e razionali. Gregory Bateson, padre della teoria sistemica, ha pi\u00f9 volte sottolineato il ruolo svolto dalla metafora nella conoscenza. La metafora \u00e8 espressione artistica delle emozioni e costituisce il senso relazionale e emozionale condivisa dal gruppo. Anche Minuchin e Whitaker si sono interessati di utilizzare le metafore nelle loro psicoterapie e mentre Minichin parla di uso di metafore spaziali e organizzative (sia nella descrizione dei problemi, sia nell\u2019individuazione dei percorsi risolutivi); Whitaker da importanza all\u2019uso della metafora in quanto massima espressione del s\u00e9 terapeutico. Gordon nel suo testo Metafore Terapeutiche, esamina la costruzione della metafora, come modalit\u00e0 per comunicare e generare cambiamenti. La metafora, \u00e8 uno strumento elettivo di evoluzione e creativit\u00e0, \u00e8 capace di apportare continuo dinamismo alle strutture di pensiero. E\u2019 esemplificazione emotiva di un contenuto verbale. E\u2019 la comprensione del modello del mondo dell\u2019altro e si pu\u00f2 creare in modo naturale e inconscio dalla narrazione. Offre l\u2019occasione di \u201centrare\u201d nelle emozioni e talvolta di condividerle. Rende pi\u00f9 fluente la comunicazione e favorisce l\u2019apprendimento. Coinvolge, incanta, concede l\u2019opportunit\u00e0 di un viaggio ai confini tra realt\u00e0 e fantasia.<\/div>\n<div><strong>L\u2019 uso della metafora nella storia<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong> La metafora \u00e8, da sempre, un elemento essenziale nella comunicazione umana. Racconti e aneddoti sono stati continuamente adottati per trasmettere messaggi specifici. Molteplici, sono le metafore che ci accompagnano negli anni. Fra queste, ricordiamo in poche righe le pi\u00f9 resistenti nel tempo: i racconti tramandati con la Bibbia. La Bibbia, utilizza un linguaggio spiccatamente metaforico e persuasivo atto a trasmettere messaggi su concetti da sempre indispensabili nella vita dell\u2019uomo, come il bene e del male. A tal proposito citiamo Il Libro di Giobbe , che intende rispondere alla domanda di come Dio premi o castighi le azioni degli uomini. Il libro compare sia nelle scritture cristiane sia in quelle ebraiche e probabilmente risale a circa duecentomila anni fa. Ges\u00f9 insegnava tramite le parabole, racconti sulla moralit\u00e0 e la giustizia, le parabole sono state tanto efficaci da rendere i personaggi come il Buon Samaritano e il Figliuol Prodigo, parte del nostro vocabolario quotidiano. Dicasi altres\u00ec dei grandi poemi epici, dell\u2019Iliade e dell\u2019Odissea, della Divina Commedia, solo per citarne alcuni.<\/div>\n<div><strong>La metafora in psicoanalisi<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong> Secondo Freud il pensare per immagini sta pi\u00f9 vicino ai processi inconsci di quanto lo sia il pensare per parole, quindi le immagini metaforiche, sono una forma di pensiero attraverso la quale i processi inconsci vengono espressi. Nel saggio del 1907 Freud parla di \u201cars poetica\u201d, come particolare e segreta dimensione inconscia, con la quale il poeta o l\u2019artista supera ogni ripugnanza, ogni dolore, ogni barriera sia del suo mondo interno sia della sua relazione esterna. Per Szajnberg, il transfert \u00e8 un aspetto importante per la riuscita della psicoterapia analitica, e la metafora \u00e8 cruciale per portare o trasportare simboli e ambiguit\u00e0 del cliente da un momento all\u2019altro della sua vita, da una parte all\u2019altra della sua mente. Secondo Jung, l\u2019immagine indotta emotivamente \u00e8 l\u2019organizzatore principale della mente umana; mito e archetipo sono immagini metaforiche universali. Sia il concetto di Jung di archetipo inteso come metafora universale, sia i miti della cultura umana rivelano immagini metaforiche universali; ci\u00f2 indica che mito e archetipo si riferiscono ad una precisa dimensione dell\u2019esperienza umana: la struttura metaforica della realt\u00e0 trans-culturale.Per Bettelheim \u00e8 a causa della rimozione o del processo di censura che l\u2019inconscio rivela s\u00e9 stesso in simboli o metafore. Una somiglianza e una continuit\u00e0 tra la struttura individuale e quella universale dell\u2019esistenza umana \u00e8 compatibile con l\u2019affermazione che la realt\u00e0 individuale, sociale, trans-culturale \u00e8 strutturata metaforicamente.Nella teoria delle Relazioni Oggettuali il s\u00e9 pu\u00f2 essere una immagine rappresentazionale interna, che di solito trae origine dall\u2019area affettiva; la metafora e la struttura metaforica della realt\u00e0 di una persona esprimono anche una somiglianza tra relazioni s\u00e9-oggetto interne (intrapersonali) ed esterne (interpersonali). Il discorso metaforico di un cliente pu\u00f2 rilevare le dinamiche psicologiche del s\u00e9, per esempio \u201csto andando in pezzi\u201d \u00e8 una metafora intrapersonale. Rottemberg ritiene, che la metafora combini il processo primario e quello secondario del pensiero; l\u2019interpretazione metaforica in psicoterapia \u00e8 sempre generata dal terapeuta anche se si dice che \u201c\u00e8 desiderabile che il terapeuta funzioni creativamente per stimolare e facilitare il coinvolgimento del paziente nel lavoro creativo\u201d. In psicoanalisi la metafora \u00e8 considerata un fenomeno regressivo, un avvicinamento all\u2019atto terapeutico che \u00e8 l\u2019interpretazione. Le interpretazioni metaforiche mirano a catturare l\u2019esperienza e il pensiero del cliente nel linguaggio di quest\u2019ultimo senza andare oltre a ci\u00f2 che il cliente ha detto, hanno le maggiori probabilit\u00e0 di essere accettate da lui. Sia la mente che il corpo sono unificati all\u2019interno della struttura metaforica della realt\u00e0 individuale. Per Stern trovare la metafora terapeutica chiave \u00e8 l\u2019obiettivo della psicoterapia psicoanalitica per comprendere e cambiare la vita di un individuo.<\/div>\n<div><strong>Metafora e Ipnoterapia Eriksoniana<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong> Erikson per primo esplor\u00f2 l\u2019uso di storie e aneddoti come metafore, la sua popolarit\u00e0 ha portato molti a considerare gli aneddoti l\u2019unico modo per utilizzare le metafore in terapia. Di fronte ad un intervento paradossale il pensiero cosciente del cliente \u00e8 sovraccaricato dalla logica illogica del paradosso; il cliente si trova in un processo di ricerca mentale inconscia. L\u2019approccio eriksoniano utilizza la metafora per comunicare con i processi inconsci del cliente, per attivarli e per spostare ed elaborare le informazioni da una conoscenza verbale- logica ad una immaginifico- analogica. Per Erikson \u00e8 il terapeuta che costruisce aneddoti, che contengono metafore simili alla situazione reale; inoltre l\u2019aneddoto ha un obiettivo di trattamento specifico. Per ci\u00f2 che riguarda le metafore, Erikson le adoperava anche nell\u2019ipnosi per indurre un maggior successo. Convinto, che il comportamento del terapeuta deve adeguarsi alle singole persone che entrano in terapia, non ha mai cercato di adattare tutti i pazienti allo stesso modello terapeutico; con alcune persone ha usato termini piuttosto pesanti, con altre invece ha detto le cose in modo che il paziente si rendesse conto solo pi\u00f9 tardi del loro significato; cos\u00ec in alcuni casi ha dimostrato che si pu\u00f2 discutere apertamente di taluni argomenti, mentre in altri casi \u00e8 preferibile affrontare il problema indirettamente e lasciare che sia il paziente a scoprire l\u2019oggetto della discussione. Erikson era persuaso dall\u2019idea che una persona poteva imparare molto quando riusciva a superare delle avversit\u00e0 perci\u00f2, quando aveva a che fare con qualcuno con scarsa stima di s\u00e9 e che non riusciva a trovare stimoli per migliorarsi, spesso raccontava episodi della propria vita, sostenendo che le persone, cui il racconto metaforico era diretto, avrebbero potuto utilizzare il contenuto a modo proprio e coglierne i significati da applicare alla propria situazione. I racconti metaforici possono parlare dei problemi della persona in un linguaggio simbolico, togliendo l\u2019ansia che ne deriverebbe affrontando il problema direttamente. Non esiste la metafora buona per tutte le stagioni, ma esiste la metafora adatta a quella particolare situazione, per quella particolare persona. La metafora pu\u00f2 favorire un processo di analogia e di identificazione, nonch\u00e9 d\u2019apprendimento e d\u2019elaborazione, e pu\u00f2 diventare la base di un cambiamento.<\/div>\n<div><strong>Metafora e Terapia Familiare Sistemica<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 Minuchin a introdurre le metafore per identificare la realt\u00e0 strutturata metaforicamente dalla famiglia. Secondo Minuchin la famiglia costruisce la sua realt\u00e0 attuale ed \u00e8 compito del terapeuta selezionare \u201cdalla cultura stessa della famiglia\u201d le metafore che simbolizzano la sua realt\u00e0 specifica e usarle come un\u2019etichetta che indica la realt\u00e0 famigliare e suggerisce la direzione del cambiamento. L\u2019ipotesi che la struttura metaforica della realt\u00e0 intrapersonale e interpersonale pu\u00f2 essere reciproca si basa sull\u2019analogia che la famiglia \u00e8 come un ologramma (olismo in questo caso significa: \u201cil tutto \u00e8 codificato in ognuna delle parti, e ognuna delle parti pu\u00f2 generare il tutto\u201d) che \u00e8 simile al concetto di famiglia \u201cil tutto \u00e8 pi\u00f9 della somma delle parti\u201d \u00e8 traducibile in \u201c la struttura metaforica della realt\u00e0 famigliare \u00e8 nella struttura metaforica della realt\u00e0 individuale, e la realt\u00e0 metaforica di ogni individuo \u00e8 nella struttura metaforica della realt\u00e0 famigliare\u201d Minuchin, definisce \u201cholon\u201d l\u2019individuo, il nucleo famigliare, la famiglia estesa e la comunit\u00e0 affermando che ogni holon \u00e8 sia un tutto che una parte.Haley e Madanes sostengono che l\u2019essenza dell\u2019interscambio tra i membri di una famiglia sta proprio nelle caratteristiche metaforiche Vs quelle logiche della comunicazione. Haley pone in contrasto la comunicazione metaforica rispetto a quella logica; per lui la comunicazione metaforica \u00e8 analogica. Madanes afferma che ogni comportamento pu\u00f2 essere o analogico o metaforico: \u00e8 analogico quando assomiglia ad un altro comportamento per certi aspetti; \u00e8 metaforico quando simbolizza o \u00e8 usato al posto di un altro comportamento.Per Bateson la metafora \u00e8 il principio con cui l\u2019intera struttura degli esseri viventi \u00e8 messa insieme. La metafora \u00e8 una struttura che connette, una struttura che caratterizza l\u2019evoluzione di tutti gli esseri viventi. Per Watzlawick le metafore sono forme espressive che agiscono principalmente a livello analogico, aggirando le razionalizzazioni difensive dei pazienti ed attivando in funzione terapeutica la sfera intuitiva ed emotiva della personalit\u00e0. Infine, anche Boscolo si \u00e8 interessato della metafora, sostenendo che il linguaggio proprio della metafora, i simboli, le immagini mentali tendono a stabilire un clima emotivo fluido ed intenso che facilita il cambiamento terapeutico.<\/div>\n<div><strong>I vantaggi della Metafora nel lavoro del terapeuta <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong>Gli interventi terapeutici che fanno leva sulle metafore generate dal cliente aiutano sia il terapeuta che il cliente ad allargare e approfondire la loro comprensione del sistema di pensiero di quest\u2019ultimo, sistema che rispecchia nel suo uso delle metafore, e in particolare nelle metafore dei suoi ricordi d\u2019infanzia. Esistono due percorsi per raggiungere questi risultati: innanzi tutto non viene utilizzata nessuna interpretazione n\u00e9 quadri di riferimento (frames o reference) esterni (modelli teorici o quadri mentali del terapeuta) durante il processo di esplorazione\/trasformazione. Il terapeuta facilita nel cliente la ricerca interiore delle proprie immagini metaforiche, evitando di introdurre qualsiasi altro contenuto aggiuntivo. Se il terapeuta propone una sua idea lo fa solo per aiutare il cliente a prendere in considerazione ulteriori possibili significati o immagini di una metafora da lui gi\u00e0 presentata. Se il cliente rifiuta il suggerimento, questo viene lasciato cadere dal terapeuta. Sono quindi i clienti che hanno il potere di elaborare e di modificare le loro immagini metaforiche: i terapeuti rispettano l\u2019esperienza e le scelte soggettive dei clienti, accettando ci\u00f2 che si rivela durante il processo di esplorazione e trasformazione. In secondo luogo il linguaggio metaforico \u00e8 influenzato dalla \u201ccultura\u201d individuale di ciascuno e in qualche modo la riflette. Le metafore generate dal cliente portano in luce la personale esperienza e il personale sistema di significati di ciascun cliente individualmente inteso, dato che la metafora tipicamente incorpora influenze culturali soggettive piuttosto che generalizzazioni e stereotipi culturali diffusi. Allo stesso modo le metafore dei primi ricordi infantili sono immagini dell\u2019infanzia dell\u2019individuo che rispecchiano i quadri mentali di una persona nella sua unicit\u00e0, i quali a loro volta risentono dell\u2019influenza della cultura e dell\u2019appartenenza etnica, a loro volta mediate dalla famiglia e dal sistema sociale in cui la persona \u00e8 cresciuta. In conclusione, le metafore generate dal cliente sono \u201cprossimali\u201d all\u2019 interazione tra cliente e terapeuta, e dovrebbero quindi poter essere correlate a un risultato terapeutico positivo . Inoltre, dato che il processo di esplorazione e di trasformazione delle metafore generate dal cliente si verifica all\u2019interno della sua visione del mondo, gli interventi metaforici generati dal cliente sembrano adattarsi particolarmente bene alla psicoterapia con popolazioni culturalmente differenti. La psicoterapia con le metafore offre un modo per esprimere empatia, ascoltare e accedere a processi inconsci, facilitare una maggiore comprensione e un migliore contatto nella relazione terapeutica e affina la capacit\u00e0 del terapeuta di vedere con gli occhi dell\u2019altro, ascoltare con le sue orecchie e sentire con il suo cuore.Tale metodo aiuta il terapeuta ad evitare gli atteggiamenti di onnipotenza, fare attenzione sia al procedimento che al contenuto, mostrare rispetto e acquisire una comprensione dell\u2019unicit\u00e0 di ogni cliente, aggirare la sua resistenza, dargli la capacit\u00e0 di iniziare un movimento e un cambiamento, aumentare la consapevolezza del terapeuta rispetto alle sue aspettative e ai suoi vissuti (controtransfert), nonch\u00e9 sviluppare abilit\u00e0 di psicoterapia breve.<\/div>\n<div><strong>Come costruire una metafora<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ogni ambito sia terapeutico, formativo o informativo, produce tipi di metafore simili ma anche diverse. Diversi gli obiettivi, i destinatari, le metodologie, i gestori stessi della metafora. Simili gli intenti: stabilire corrispondenze e produrre cambiamenti. Questa similarit\u00e0 consente di individuare una procedura di base comune per la costruzione di metafore.A questo proposito la neurolinguistica ha elaborato dei modelli gi\u00e0 individuati da Milton Erickson per la creazione di metafore efficaci. Innanzitutto la raccolta di informazioni \u2022 sul destinatario della metafora: individuare il modello del mondo, gli schemi cognitivi, la sua mappa percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale, le sue esigenze, il suo potenziale di flessibilit\u00e0 e le sue eventuali resistenze \u2022 sul problema-caso : quante e quali sono le persone significativamente coinvolte, quali le relazioni intrattenute, quali gli elementi di sostegno, quali gli ostacoli, quali gli eventi che hanno determinato (o determineranno) il problema-caso, quale il decorso (o il probabile decorso)Le informazioni raccolte dal costruttore di metafore possono essere specifiche o generiche (ad esempio nel caso terapeutico, il rapporto diretto col paziente permette al terapeuta una conoscenza sicuramente approfondita).In ogni caso sono le informazioni, che ci permettono di stabilire un\u2019analogia e questo equivale a creare una relazione, un allineamento tra destinatario e metafora. Questa relazione destinatario-metafora (raccontata, disegnata, resa tangibile) induce ad una legame empatico, crea un feeling tra soggetto e oggetto, ricrea quello che in neurolinguistica \u00e8 conosciuto come rapport. Il costruttore di metafora deve essere capace di costruirlo con un buon lavoro di calibrazione (studio del destinatario) e di ricalco (rispecchiamento) tra personaggi metaforici e destinatario. La calibrazione riporta alla preliminare raccolta di informazioni, allo studio dell\u2019interlocutore, dei suoi atteggiamenti, dei suoi modelli di conoscenza e di rappresentazione.In una comunicazione interpersonale queste informazioni vengono date dall\u2019osservazione delle immagini che l\u2019interlocutore usa, delle sue manifestazioni fisiche ed emotive, e dall\u2019ascolto del suo vocabolario.Queste parole, frasi, immagini che le persone usano per comunicare, e il modo in cui le usano, offrono informazioni importanti sul loro mondo interiore. Il ricalco \u00e8 un processo di rispecchiamento con cui una persona, attraverso il proprio comportamento, riproduce il comportamento dell\u2019interlocutore, dimostrando cos\u00ec attenzione al suo punto di vista e al suo modello del mondo. Riporta alla fase di costruzione effettiva della metafora, al suo intento analogico.Le informazioni acquisite con la calibrazione servono per comprendere il modo in cui l\u2019interlocutore interpreta la realt\u00e0. Sulla base di queste informazioni \u00e8 possibile uniformare il proprio agire (o strutturare la propria metafora) secondo ci\u00f2 che in un dato momento \u00e8 considerato il comportamento pi\u00f9 appropriato alla relazione in corso.Nella narrazione metaforica \u00e8 indispensabile calibrare e ricalcare per stabilire analogie. Ed \u00e8 importante farlo soprattutto in ambito psicoterapeutico, al tal proposito lo fa il terapeuta col paziente (sa chi ha davanti, lo vede, lo conosce, ne conosce problemi e attese); Una volta raccolte le informazioni necessarie queste devono essere trasformate in metafora.I passaggi indispensabili per questa trasformazione sono: \u2022 creare una storia analogica: ricalcare il destinatario e il suo problema-caso; \u2022 espandere l\u2019analogia con un isomorfismo: stabilire eventi, comportamenti e relazioni tra i protagonisti della metafora simili a quelli vissuti dal destinatario stesso; \u2022 introdurre nel contesto della storia esperienze (anche marginali e non necessariamente vissute dal protagonista, ma anche da personaggi collaterali) tali da stimolare nel destinatario riflessioni che lo portino ad aperture cognitive emotive e comportamentali; \u2022 proporre una serie di convinzioni evolutive, alternative a quelle del destinatario, che lo incoraggino nel cambiamento, che gli permettano di superare limiti e convinzioni, che lo inducano a sperimentare soluzioni e nuove esperienze; \u2022 Utilizzare elementi che possano evitare le resistenze consce (ambiguit\u00e0, citazioni, e alcune volte anche humour); \u2022 Ipotizzare, proporre, suggerire soluzioni; La metafora, attraverso l\u2019analogia, guida il soggetto a prefigurarsi, a percepire, a vivere situazioni nuove e risolutive. La guida \u00e8 l\u2019infrazione del ricalco, ossia il processo con cui una persona smette di riprodurre le scelte comunicative dell\u2019interlocutore, e comincia a condurlo verso la conoscenza della propria mappa mentale, e quindi verso l\u2019adesione ai propri obiettivi. Gli obiettivi che egli si pone di raggiungere e il modo per raggiungerli, le soluzioni proposte, devono essere gestite con assoluta precisione, perch\u00e9 devono tracciare una direzione senza imporla, indicare e guidare senza forzare.Cinque punti significativi per la costruzione di metafore sono:1. visione d\u2019insieme: si parte da un ampio panorama (ricalco situazionale\/sociale nell\u2019ideazione dell\u2019analogia)2. problema\/bisogno: la visuale si stringe sul problema specifico del lettore (ricalco specifico: sensoriale, di credenze nell\u2019espansione dell\u2019analogia mediante isomorfismo)3. idea\/soluzione: una proposta che risolver\u00e0 quel problema (inizio guida nell\u2019avvicendarsi delle sequenze della metafora)4. evidenze: giudizi che testimoniano l\u2019efficacia di una certa scelta (citazioni corroboranti)5. vantaggi: i benefici specifici per il lettore (ricalco sul futuro nello scioglimento della vicenda narrata)Soprattutto il quinto punto risulta efficace per l\u2019identificazione degli obiettivi nella metafora. Nello specifico della narrazione metaforica entra in gioco la capacit\u00e0 diagnostica e previsionale del costruttore di metafore che aiuta il destinatario a progettare situazioni risolutive e vantaggiose, realistiche, concretizzabili e non illusorie. Le metafore sono \u201cfavole\u201d che si traducono in realt\u00e0. Gli obiettivi vanno definiti in positivo, conseguenza di comportamenti appropriati, di scelte oculate, risoluzioni prese dai protagonisti della metafora durante lo svolgimento di una vicenda che li ha messi alla prova. La metafora forma e in-forma: da\u2019 \u201cforma a\u201d schemi mentali idonei all\u2019apprendimento di saperi e strategie nuove e \u201cforma in\u201d ambiti pi\u00f9 o meno lontani da quelli consueti (ambiti, contesti, situazioni nei quali difficilmente ci si inoltrerebbe se non attratti e \u201cdistratti\u201d dal linguaggio metaforico). Il destinatario guarda queste esperienze analogiche fornitegli dalla metafora ed \u00e8 portato (a livello inconscio) a ri-guardare le proprie esperienze e ad operare nuovi collegamenti, in una continua ristrutturazione e ridefinizione di convinzioni personali che talvolta possono limitare l\u2019evoluzione personale, sociale o professionale. La metafora, dunque, presentando modi diversi di pensare e di agire, funziona solo nel momento in cui riesce ad aumentare la flessibilit\u00e0 del destinatario e a modificare il suo bagaglio di convinzioni. Il cambiamento avverr\u00e0 se riusciremo ad ampliare le convinzioni positive, correggendo le convinzioni negative.Perci\u00f2 arricchiremo la metafora di suggerimenti positivi, spinte strategiche, incentivi ad agire, prefiguarazioni di traguardi raggiunti e raggiungibili. E dato che quello che metaforicamente vogliamo fare \u00e8 trasferire il soggetto da qui a l\u00e0, dal proprio mondo ad un altro \u201cpossibile\u201d,dobbiamo abbattere il confine delle sue convinzioni limitanti (limiti che possono riguardare s\u00e9 stesso, le proprie capacit\u00e0, il senso di inadeguatezza, o riguardare il contesto: la paura di sperimentare nuove esperienze, di affrontare nuove situazioni). Allora aiutiamolo a riflettere sul proprio problema-caso, ricreandolo nella narrazione metaforicaaffinch\u00e8 egli, vedendolo \u201cfuori da s\u00e9\u201d, cominci a percepirlo in modo diverso. Attraverso la metafora insinuiamo dubbi, illustriamo sfide, sfidiamo i limiti del destinatario mostrando altri punti di vista, comportamenti e scelte diverse, critiche alluse (gestite da personaggi di sfondo, nascosti nella storia e per questo ancor meno diretti).A questa ristrutturazione cognitiva ne seguir\u00e0 una emotiva; cambieranno le sensazioni e l\u2019approccio al problema-caso. Cambieranno le aspettative.<\/div>\n<div><strong>Linguaggio metaforico: linguaggio multisensoriale<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Attraverso l\u2019uso della metafora viene utilizzata consapevolmente la forza suggestiva delle parole per organizzare e utilizzare le potenzialit\u00e0 della mente inconscia.E\u2019 sempre dal linguaggio ipnotico di Milton H. Erickson che ricaviamo le regole linguistiche per costruire il linguaggio della metafora.Chi ascolta, mentre cerca con la mente conscia il significato logico di quanto sta ascoltando, con la mente inconscia lo connette con le proprie esperienze interne.E\u2019 bene che il terapeuta, sia consapevole della multisensorialit\u00e0 richiesta dai suoi interlocutori, perch\u00e9 il linguaggio produce un vincolo e provoca esperienze virtuali.La metafora funziona se stimola associazioni tra esperienze e situazioni reali ed esperienze e situazioni virtuali; questo avviene se tiene conto dei sistemi di elaborazione di informazioni usati dalle persone per conoscere e rappresentare il mondo.L\u00b4uomo, mentre si muove nella realt\u00e0, la rielabora a partire dalle informazioni che riceve dai suoi canali d\u2019ingresso: i cinque sensi. Le informazioni sono poi ulteriormente rielaborate dal linguaggio. Cos\u00ec egli si crea una rappresentazione mentale del mondo fatta di immagini, suoni, gusti, odori, sensazioni, sempre frutto di una semplificazione del modello originario.I sistemi rappresentazionali visivo (V), auditivo (A) e cenestesico (K), indicano l\u2019organo sensoriale privilegiato nel raccogliere ed elaborare le informazioni percepite da vista (V), udito (A), e tatto-gusto-olfatto (K).Ognuno di noi pu\u00f2 organizzare la propria esperienza in tutti i sistemi rappresentazionali, tuttavia tendiamo a prediligerne uno sugli altri. Questa inclinazione comporta una scelta \u2013 inconsapevole, ma accurata \u2013 delle parole usate per codificare l\u2019esperienza stessa. Le parole sensorialmente specificate, dunque, esplicitano il processo di percezione che le sottende.Sintonizzarsi sul sistema rappresentazionale dell\u2019interlocutore \u00e8 un metodo molto efficace per conquistarne la fiducia.Nella produzione linguistica, l\u2019influenza del sistema dominante visivo si manifesta nella scelta di parole che rimandano alla vista: vedere, osservare, chiarire, focalizzare, dipingere, tratteggiare; chiaro, limpido, cristallino, nitido, brillante, oscuro, fosco, torbido; immagine, quadro, scenario, schema, colori, e cos\u00ec via.L\u2019influenza del sistema dominante auditivo si manifesta nel linguaggio con la scelta di parole che rimandano all\u2019udito: ascoltare, sentire, parlare, dire, spiegare, suonare; acuto, sordo, stridulo, forte, piano; campanello d\u2019allarme, dissonanza e cos\u00ec via.Nella scrittura, chi predilige questo sistema rappresentazionale presta in genere molta attenzione anche agli aspetti paraverbali del messaggio: il ritmo, soprattutto. Le allitterazioni, le assonanze, la metrica, la lunghezza delle parole e delle frasi. I respiri e le pause. Le riprese veloci o il fluire tranquillo del testo.Il sistema rappresentazionale cenestesico organizza le percezioni del mondo intorno alle sensazioni tattili, olfattive e gustative. La produzione linguistica \u00e8 qui caratterizzata da parole che appartengono alla sfera delle sensazioni fisiche e dell\u2019emotivit\u00e0. Le scelte lessicali prediligono verbi come sentire, provare, gustare; aggettivi come caldo, freddo, pesante, concreto; sostantivi come odore, contatto, sapore, sensazione, attrazione.Alcuni studi di programmazione neurolinguistica sostengono che il 40% delle persone \u00e8 maggiormente visivo, il 40% cenestesico e il 20% auditivo. Per questa multisensorialit\u00e0 il linguaggio metaforico deve essere strutturato in modo tale da riprodurre le modalit\u00e0 linguistiche degli interlocutori siano essi visivi (sollecitiamone l\u2019immaginazione, accompagnando al testo, laddove \u00e8 possibile, immagini; evochiamo immagini con i termini visivamente specificati), o auditivi (arricchiamo la metafora di allitterazioni, onomatopee, chiasmi), o cinestesici (adoperiamo la sinestesia).Oltre i termini sensorialmente specificati \u00e8 importante inserire nella metafora operatori modali, nominalizzazioni, verbi non specificati, mancanza di indice riferenziale.Gli ausiliari volere, potere, dovere sono chiamati operatori modali perch\u00e9 non indicano l\u2019azione ma il modo di eseguirla. Aggiungono al verbo principale quella particolare modalit\u00e0 che indica possibilit\u00e0, volont\u00e0, vincoli e competenze correlate all\u2019azione descritta, e vengono usati a seconda che si voglia far emergere dal contesto metafora una limitazione (tu devi, \u00e8 necessario, bisogna), o una possibilit\u00e0 (tu puoi nella sua duplice accezione di potere e opportunit\u00e0) o un atto di volont\u00e0 (tu vuoi, nel senso di volere o pretendere). Le nominalizzazioni sono sostantivi che all\u2019interno di una frase occupano il posto di un nome ma indicano in realt\u00e0 un processo in corso, una dinamica.Le nominalizzazioni si formano con gli affissi nominalizzatori ione, mento, it\u00e0, ismo, tura, ezza, che permettono la trasformazione di un verbo o di un aggettivo in nome.Le nominalizzazioni non sono mai qualcosa di tangibile, di concreto; si tratta di nomi astratti che indicano azioni, stati d\u2019animo ecc. In esse sono state cancellate informazioni che danno senso compiuto al discorso.A livello inconscio si \u00e8 portati a riconoscere nella nominalizzazione il processo da cui essa \u00e8 derivata. E\u2019 un\u2019attribuzione del tutto arbitraria e qui sta il gioco forza della comunicazione metaforica: il destinatario attribuir\u00e0 al messaggio una fisionomia del tutto (o parzialmente) rispondente alle proprie aspettative. I verbi non specificati sono verbi qualitativi che riferiscono azioni elementari eseguibili in modi ed intensit\u00e0 diverse, la cui modalit\u00e0 \u00e8 lasciata indeterminata e ambigua. Fare, pensare, sapere, capire, provare, rendersi conto, riconoscere, chiedersi, ecc.Nella metafora la modalit\u00e0 delle azioni non vengono n\u00e9 approfondite n\u00e9 esplicitate, perch\u00e9 \u00e8 il destinatario che deve farlo. La scelta del verbo \u00e8 importante per l\u2019obiettivo che la metafora vuole raggiungere, per il comportamento che si vuole indurre.La metafora privilegia i termini generici come gruppo, persona, qualcuno, un luogo, una cosa, una volta, mancanti di indice riferenziale, che arricchiscono il discorso metaforico di suggestioni, per cui ognuno pu\u00f2 riconoscersi e identificarsi nei personaggi o nelle situazioni della storia.Questa genericit\u00e0 linguistica e contenutistica lascia che sia il destinatario della metafora a riempire i buchi informativi con la propria immaginazione e la personale ricerca di significato associato.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab[\u2026]Torna alle origini e diventa bambino<\/em><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[i] ll tropo indica qualsiasi figura retorica in cui un\u00b4espressione:\u00e8 trasferita dal significato che le si riconosce come proprio ad un altro figurato,o \u00e8 destinata a rivestire, per estensione, un contenuto diverso da quello originario e letterale.Nella retorica classica, secondo Lausberg, sono classificati come tropi la sineddoche, l\u00b4antonomasia, l\u00b4enfasi, la litote, l\u00b4iperbole, la metonimia, la metafora, la perifrasi, l\u00b4ironia, la metalessi.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[ii] Ad esempio:\u00ab Egli \u00e8 forte come un Leone\u00bb \u00e8 una similitudine; \u00ab Egli \u00e8 un Leone \u00bb, \u00e8 una metafora.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[iii] Per campo semantico (o di significato) si intende, in linguistica, un insieme di parole di una stessa lingua che si riferiscono alla stessa area di significati.Ad esempio, il campo semantico di una parola come fiume comprender\u00e0 parole in stretta relazione di significato come ruscello, fonte, sorgente, affluente, foce, delta, estuario e simili: queste parole, tutte della stessa classe, devono avere in comune almeno una minima parte di significato per appartenere allo stesso campo semantico. \u00c8 impossibile stabilire con rigore assoluto quali parole appartengano o meno ad un campo semantico, dato che l\u00b4area di significati pu\u00f2 essere soggettiva e cambiare di epoca in epoca o da comunit\u00e0 linguistica all\u00b4altra. Al campo semantico della citt\u00e0 potranno rispondere parole come comune o insediamento e innumerevoli altre.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[iv] BARKER, P., \u201cL\u2019uso della Metafora in Psicoterapia\u201d, Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1987. Cit. p15.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[v] KUHN T. (1979),\u00abMetaphor in Science\u00bb. In: In: A. Ortony (a cura di), Metaphor and Thought, Cambridge University Press, Cambridge [trad. it., La metafora nella scienza. In: R. Boyd, T. Kuhn, La metafora nella scienza, Feltrinelli, Milano 1983. Cit. p.48].<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[vi] GAGLIASSO E. (2002), \u00abUsi epistemologici della metafora e metafore cognitive\u00bb. In: C. Morabito, La metafora nelle scienze cognitive, McGraw-Hill, Milano Cit. p.8.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[vii] Cfr. GORDON, D.., \u201cMetafore Teapeutiche\u201d, Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1992.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[viii] Cfr. BARKER. F., \u201cL\u2019uso della Metafora in Psicoterapia\u201d, Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1987.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[ix] Erickson Milton H. \u201cLa mia voce ti accompagner\u00e0\u201d Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1983.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[x] Watzlawick P. \u201cLa pragmatica della comunicazione umana.\u201d Casa Editrice Astrolabio, Roma,1967.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">[xi]Boscolo L. et Al. \u201cLinguaggio e cambiamento: l\u2019uso di parole chiave in terapia\u201d. Terapia Familiare n. 37. 1991<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Metafora \u00e8 uno specchio,che riflette l\u2019immagine di s\u00e9, della vita, degli altri. Tali immagini possono diventare una chiave per il cambiamento. Che cos\u2019\u00e8 la metafora? Come pu\u00f2 essere definita la metafora? 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