{"id":127,"date":"2011-01-09T10:54:59","date_gmt":"2011-01-09T10:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=127"},"modified":"2011-02-21T13:40:25","modified_gmt":"2011-02-21T13:40:25","slug":"disturbi-dell%e2%80%99alimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicoterapeutafilardi.it\/?p=127","title":{"rendered":"Disturbi dell\u2019alimentazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il tema sui disturbi del comportamento alimentare \u00e8 assai vasto e articolato, pertanto in questa circostanza percorreremo una panoramica generale sui comportamenti alimentari e i criteri diagnostici, per approfondire, in modo pi\u00f9 accurato, le relazioni familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L<em>\u2019Anoressia Nervosa<\/em> e la <em>Bulimia Nervosa<\/em> sono disturbi della nostra epoca, caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare.\u00a0 Distintivo dell\u2019Anoressia Nervosa \u00e8 il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale. Mentre, la Bulimia Nervosa \u00e8 caratterizzata da frequenti episodi di \u201cabbuffate\u201d seguiti dall\u2019attuazione di mezzi inadatti per controllare il peso, come il vomito autoindotto, l\u2019uso di diuretici e lassativi; il digiuno o l\u2019attivit\u00e0 fisica praticata in maniera eccessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica comune ad entrambi i disturbi del comportamento alimentare \u00e8 la presenza di una alterata percezione del peso e della propria immagine corporea<a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_edn1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dati statistici dimostrano, che dagli anni \u201960 a oggi l\u2019incidenza dell\u2019anoressia nervosa \u00e8 raddoppiata, mentre la prevalenza della bulimia nervosa, riscontrate tra ragazze adolescenti e giovani adulte si aggira attorno all\u2019un per cento. Questi dati, avvalorano la tesi che i disturbi dell\u2019alimentazione possono essere una soluzione, sempre pi\u00f9 comune, per una variet\u00e0 di fattori stressanti intrapsichici, familiari e ambientali<a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_edn2\">[ii]<\/a>. Minuchin e collaboratori hanno descritto uno schema di invischiamento nelle famiglie dei pazienti anoressici, caratterizzato da una generale assenza di confini generazionali e personali. Ciascun membro della famiglia \u00e8 ipercoinvolto nella vita di tutti gli altri, al punto che nessuno esperisce un senso di identit\u00e0 separata al di l\u00e0 della matrice familiare. Anche la Selvini Palazzoli ha evidenziato che le pazienti con anoressia nervosa non erano in grado di separarsi psicologicamente dalla madre, con il risultato di non aver mai acquisito uno stabile senso del proprio corpo. Inoltre, si \u00e8 notato che i genitori di una paziente anoressica tendono a\u00a0 proiettare la loro ansia nella figlia invece di contenerla<a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_edn3\">[iii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Anoressia<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il DSM IV, il manuale Diagnostico e Statistico per i disturbi mentali<a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_edn4\">[iv]<\/a>, riconosciuto a livello internazionale per la classificazione delle malattie mentali, si possono individuare dei criteri comuni essenziali per poter asserire che si\u00a0 tratta di Anoressia Nervosa, fermo restando che si pu\u00f2 dire che esistono tante forme di anoressia quante sono le pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che sul piano diagnostico caratterizza l\u2019Anoressia Nervosa \u00e8 una ricerca fanatica della magrezza correlata alla paura di ingrassare. Spesso chi soffre di Anoressia Nervosa vive il proprio peso in modo alterato e cos\u00ec\u00a0 anche la forma del proprio corpo, per cui l\u2019umore e l\u2019autostima dipendono direttamente dal peso corporeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 comprendere, ogni azione, ogni pensiero di una ragazza che soffre di questo disturbo, sono dovuti al contrasto\u00a0 tra impulso fisiologico di aumentare il peso e il desiderio di esser magre o, per meglio dire, sottopeso. Lo scontro tra un\u2019esigenza naturale e il desiderio di controllarla non \u00e8 semplice, e lo sforzo necessario per vincere questa battaglia\u00a0\u00a0 quotidiana \u00e8 cos\u00ec imponente che non lascia assolutamente tempo per dedicarsi ad altre cose. Tutto quello che circonda la ragazza in questi momenti appare passato in secondo piano, come se assumesse un valore secondario e irrilevante. Non \u00e8 facile entrare in questo mondo, non soffermarsi all\u2019apparenza, riuscire ad osservarle da dentro. Infatti, un esame superficiale pu\u00f2 indurre gravi errori di interpretazione, inducendo\u00a0 a banalizzare il problema e a iniziare con le ragazze una sterile guerra sul peso, sul corpo, sul cibo, che pu\u00f2 provocare solo disperazione e senso di impotenza.\u00a0 Cos\u00ec se vogliamo comprendere l\u2019anoressia dobbiamo intendere la sua manifestazione esteriore come una risposta ad un profondo disagio interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Bulimia <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Bulimia Nervosa \u00e8 un disturbo alimentare caratterizzato da episodi di \u201cabbuffate\u201d seguiti generalmente da comportamenti compensatori.\u00a0 Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantit\u00e0 di cibo. Il comportamento compensatorio utilizzato pi\u00f9 frequentemente \u00e8 il vomito autoindotto, ma possono esservi abusati anche lassativi e diuretici, talvolta associando a tutto ci\u00f2 una eccessiva attivit\u00e0 fisica con lo scopo di \u201cneutralizzare\u201d l\u2019abbuffata precedentemente fatta. In questo comportamento \u00e8 insito un tentativo\u00a0 di alleviare il senso di colpa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comportamento compensatorio \u00e8 pi\u00f9 distruttivo dell\u2019 abbuffata in s\u00e9, per due ragioni: in primo luogo espongono il soggetto a un maggior numero di pericoli fisici e medici; in secondo luogo, tale comportamento aiuta a legittimare l\u2019abbuffata; cio\u00e8\u00a0 tende a vanificare l\u2019abbuffata e aumenta la probabilit\u00e0 che questa in futuro venga ripetuta e acquisita come parte della propria condotta alimentare. La gamma dei comportamenti pu\u00f2 variare di molto da persona a persona.\u00a0 Mentre alcune delle pazienti si abbuffano e ricorrono\u00a0 a questi comportamenti di compenso parecchie volte, altre lo fanno solo saltuariamente.\u00a0 Varia anche ci\u00f2 che si intende per abbuffata. Per una persona l\u2019abbuffata potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi dolci, mentre per un\u2019altra potrebbe voler dire mangiare qualsiasi cibo che non sia ad alto contenuto calorico (ad esempio solo frutta). Allo stesso modo anche il comportamento compensatorio pu\u00f2 presentarsi sotto parecchie forme, sebbene la maggior parte delle persone bulimiche si auto induca il vomito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le somiglianze tra la bulimia e l\u2019anoressia comprendono la preoccupazione per la dieta, il cibo, il peso e la taglia; il disagio quando si \u00e8 a tavola con gli altri e la ricerca dell\u2019approvazione.\u00a0 Inoltre, \u00e8 possibile che molte bulimiche in precedenza erano state anoressiche, e molte di quelle che non lo sono state desiderano poterlo essere, cio\u00e8 riuscire a non mangiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche con le ragazze che soffrono di bulimia non \u00e8 facile entrare nel loro mondo, non soffermarsi all\u2019apparenza e riuscire ad osservarle da dentro.\u00a0 Cos\u00ec, ancora una volta,\u00a0 se vogliamo comprendere il loro disagio dobbiamo intendere la manifestazione esteriore come una risposta ad un profondo malessere interno.<\/p>\n<p>Bibliografia \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0CANESTRERI R., GODINO A., <em>\u201cTrattato di psicologia\u201d<\/em>, CLUEB, Bologna, 2002.\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 DSM-IV,<em> <\/em>\u201cManuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali\u201d, Masson,2004.<\/p>\n<p>ERCOLANI M.,<em> \u201cMalati di Dolore\u201d<\/em>, Zanichelli, Bologna, 2001.<strong> <\/strong><\/p>\n<p>GLEN O. GABBARD, <em>\u201cPsichiatria e psicodinamica\u201d,<\/em>Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002.<\/p>\n<p>K\u00dcBLER-ROSS E.; <strong> <\/strong><em>\u201cLa morte e il morire\u201d<\/em>, Cittadella Editrice, Assisi,2005<strong> <\/strong><\/p>\n<p>LERMA M.,\u00a0 Articolo CONVEGNO INTERNAZIONALE <em>\u201cI Pionieri della Terapia familiare\u201d <\/em>Roma 8\/10 dicembre 2000 organizzato da Accademia di psicoterapia della famiglia di Roma, Istituto di terapia familiare di Firenze, Scuola romana di psicoterapia familiare di Roma, <a href=\"http:\/\/www.formazione.eu.com\/\">www.formazione.eu.com<\/a>, 2007.<\/p>\n<p>MAROCCI G., <em>\u201cAbitare l\u2019organizzazione\u201d<\/em>, Edizioni Psicologia, Roma, 1996.<\/p>\n<p>MINUCHIN S.; ROSMAN B. L.; BAKER L.; <em>\u201cFamiglie Psicosomatiche\u201d<\/em>, Astrolabio, Roma, 1980.<\/p>\n<p>MINUCHIN S.; <em>\u201cFamiglie e terapia della famiglia\u201d<\/em>, Astrolabio, Roma, 1976.<\/p>\n<p>NOLE\u2019 A., DILORENZO M. , <em>\u201cL\u2019Approccio Sistemico\u201d<\/em>, Dispensa del Corso di Specializzazione in Psicoterapia Relazionale, Potenza, 2007.<\/p>\n<p>PELLEGRINO F.;<em> \u201cPsicosomatica\u201d<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 1998.<\/p>\n<p>TRENTIN R.; <em>\u201cGli atteggiamenti sociali\u201d<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.<\/p>\n<p>TROMBINI G.; BALDONI F., <em>\u201cDisturbi psicosomatici\u201d<\/em>, Il\u00a0 Mulino, Bologna, 2001.<\/p>\n<hr size=\"1\" \/><a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_ednref1\">[i]<\/a> Cfr.<strong> <\/strong>DSM-IV,<em> <\/em>\u201cManuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali\u201d, Masson,2004<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_ednref2\">[ii]<\/a> Cfr. Glen O. Gabbard, <em>\u201cPsichiatria e psicodinamica\u201d,<\/em>Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_ednref3\"><\/a><\/p>\n<p>[iii] Cfr. Glen O. Gabbard, <em>\u201cPsichiatria e psicodinamica\u201d,<\/em>Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/pc-ufficio\/Rosita\/Desktop\/psicolab.net\/Psicosomatica\/6%20Disturbi%20alimentazione.docx#_ednref4\"><\/a><\/p>\n<p>[iv] Per conoscere meglio i criteri diagnostici\u00a0 sui disturbi del comportamento alimentari Cfr.<strong> <\/strong>DSM-IV,<em> <\/em>\u201cManuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali\u201d, Masson,2004<strong>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema sui disturbi del comportamento alimentare \u00e8 assai vasto e articolato, pertanto in questa circostanza percorreremo una panoramica generale sui comportamenti alimentari e i criteri diagnostici, per approfondire, in modo pi\u00f9 accurato, le relazioni familiari. 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